Gattino investito e lasciato agonizzante in via Traetta: la denuncia di Qua la zampa HEART

L’associazione bitontina racconta il drammatico recupero: «Soccorre­re è un dovere»

sabato 19 settembre 2026
A cura di Massimiliano Dilettuso
Un piccolo corpo ferito, le urla di dolore e una strada affollata che continua a vivere come se nulla stesse accadendo. È la scena raccontata dall'associazione "Qua la zampa HEART" di Bitonto, intervenuta nella serata di martedì 15 settembre per recuperare un gattino rimasto gravemente ferito in via Traetta dopo essere stato investito.

Secondo quanto riferito dall'associazione, erano circa le 20.30 quando un passante, accortosi delle condizioni dell'animale, avrebbe provato a chiedere aiuto contattando la Polizia Locale. La risposta ricevuta, stando al post-denuncia pubblicato dall'associazione, sarebbe stata quella secondo cui l'intervento «non è di nostra competenza».

Nel frattempo il gattino sarebbe rimasto a terra, sotto il marciapiede, mentre lungo via Traetta continuavano le normali attività della serata. «Le urla di questo scricciolo arrivavano da un lato all'altro della strada», racconta con amarezza Qua la zampa HEART, sottolineando come nessuno, o quasi, si sarebbe fermato a prestare soccorso.

La situazione è diventata ancora più drammatica quando i volontari sono riusciti a recuperare l'animale e a trasferirlo in clinica. Il quadro clinico, secondo quanto riferito dall'associazione, era estremamente grave: traumi agli organi interni, ematomi, una zampa anteriore destra completamente amputata e la zampa posteriore destra fratturata. A questi si sarebbero aggiunti anche importanti traumi psicologici conseguenti all'incidente.

Un dramma che, nella ricostruzione dei volontari, non si sarebbe consumato soltanto nell'istante dell'investimento. Il gattino, infatti, sarebbe rimasto esposto al passaggio delle automobili, continuando a sentire il rumore e il peso delle vetture che transitavano sulla strada.

Da qui la dura presa di posizione dell'associazione, che punta l'attenzione non soltanto sull'investimento, ma anche sul comportamento di chi avrebbe assistito alla scena senza intervenire. «Soccorrere è un dovere», è il messaggio lanciato dai volontari, che ricordano come investire un animale e allontanarsi senza prestare soccorso rappresenti una questione sulla quale occorre fare chiarezza.

L'associazione segnala, inoltre, un particolare che rende ancora più cruda la vicenda: una delle zampine dell'animale potrebbe essere ancora presente lungo la strada, dopo essere stata tranciata durante l'investimento.

Il caso riaccende così anche il tema delle procedure da seguire quando un cittadino si trova davanti a un animale ferito o coinvolto in un incidente. «Continueremo a chiedere chiarezza sugli iter da seguire, ad oggi ancora poco chiari», sottolinea Qua la zampa HEART, ricordando di aver già inviato diverse comunicazioni e PEC al Comune e al Comando di Polizia Locale. L'obiettivo, spiegano i volontari, è arrivare a indicazioni precise e facilmente accessibili: chi trova un animale in difficoltà deve sapere chi contattare, come comportarsi e a chi spetta intervenire, senza trovarsi costretto a muoversi nell'incertezza.

Nel frattempo, come già accaduto in numerose altre emergenze, saranno ancora una volta i volontari e i sostenitori dell'associazione a farsi carico delle conseguenze economiche del soccorso. «Continueremo a riempirci di debiti pur di sopperire a tutte le emergenze», denunciano, confidando nel sostegno di chi crede nel loro operato.

Dietro la storia di questo gattino, dunque, non c'è soltanto la tragedia di un animale investito. C'è anche una domanda rivolta alla città: cosa deve fare un cittadino quando incontra un animale ferito sulla strada? Per Qua la zampa HEART, avere una risposta chiara non è un dettaglio, ma il primo passo per evitare che, davanti a un'altra emergenza, qualcuno possa semplicemente voltarsi dall'altra parte.