Defibrillatori abbandonati a Bitonto: la denuncia del consigliere Acquafredda
L'allarme lanciato anche attraverso i canali social
giovedì 30 aprile 2026
13.25
A Bitonto se si ha la sfortuna di essere colpiti da infarto per strada, si rischia seriamente di rimetterci la vita anche perché i dispositivi salvavita sono stati colpevolmente abbandonati.
È quanto denuncia il consigliere comunale Nicola Acquafredda, sottolineando come, dei dieci dispositivi salvavita pubblici presenti a Bitonto, la maggior parte siano non funzionanti, con batterie e placche scadute anche dal 2014. Uno è irreperibile. Postazioni e defibrillatori donati da un'associazione di volontariato.
«Nonostante l'amministrazione ne sia al corrente sin da marzo 2023, ad oggi non è stato eseguito alcun intervento – fa notare Acquafredda - Da settembre 2022, primo mese del mio mandato, mi sono occupato personalmente di questa vicenda. Ho promosso il censimento dei dispositivi grazie al quale sono stati acquisiti al patrimonio comunale, ho sollecitato l'avvio delle procedure di manutenzione e l'affidamento del censimento e monitoraggio (progetto "BellaVita", Determina n. 1722/2022). L'associazione Amici del Cuore, affidataria dell'attività, ha consegnato agli uffici comunali i rapporti di manutenzione già nel marzo 2023. Ho inviato solleciti formali al sindaco e agli assessori a novembre 2024, marzo e novembre 2025 affinché fosse definito a chi spetta occuparsi della manutenzione. Ho partecipato a due conferenze di servizi. Tutto inutile».
Defibrillatori non manutenuti, non sostituiti, non gestiti: semplicemente abbandonati, nonostante la loro importantissima funzione. Per Acquafredda il problema non è tecnico, ma politico, additabile al sindaco Ricci che non ha mai assunto decisioni necessarie a sbloccare la situazione: «Questa vicenda è emblematica di un metodo di governo. Quando si comprende che un'amministrazione non riesce a garantire il funzionamento di un defibrillatore pubblico, si capisce che sarà ugualmente incapace di affrontare le questioni più complesse, come ha dimostrato nella gestione degli appalti PNRR. È anche per questo che nel marzo 2026 ho lasciato la maggioranza. Chiedo al sindaco una cosa sola: una decisione. Un'amministrazione che non riesce a decidere chi deve occuparsi della manutenzione di un defibrillatore pubblico non governa: galleggia. Solo che galleggiando, in questo caso, si mette a rischio la vita dei cittadini».
È quanto denuncia il consigliere comunale Nicola Acquafredda, sottolineando come, dei dieci dispositivi salvavita pubblici presenti a Bitonto, la maggior parte siano non funzionanti, con batterie e placche scadute anche dal 2014. Uno è irreperibile. Postazioni e defibrillatori donati da un'associazione di volontariato.
«Nonostante l'amministrazione ne sia al corrente sin da marzo 2023, ad oggi non è stato eseguito alcun intervento – fa notare Acquafredda - Da settembre 2022, primo mese del mio mandato, mi sono occupato personalmente di questa vicenda. Ho promosso il censimento dei dispositivi grazie al quale sono stati acquisiti al patrimonio comunale, ho sollecitato l'avvio delle procedure di manutenzione e l'affidamento del censimento e monitoraggio (progetto "BellaVita", Determina n. 1722/2022). L'associazione Amici del Cuore, affidataria dell'attività, ha consegnato agli uffici comunali i rapporti di manutenzione già nel marzo 2023. Ho inviato solleciti formali al sindaco e agli assessori a novembre 2024, marzo e novembre 2025 affinché fosse definito a chi spetta occuparsi della manutenzione. Ho partecipato a due conferenze di servizi. Tutto inutile».
Defibrillatori non manutenuti, non sostituiti, non gestiti: semplicemente abbandonati, nonostante la loro importantissima funzione. Per Acquafredda il problema non è tecnico, ma politico, additabile al sindaco Ricci che non ha mai assunto decisioni necessarie a sbloccare la situazione: «Questa vicenda è emblematica di un metodo di governo. Quando si comprende che un'amministrazione non riesce a garantire il funzionamento di un defibrillatore pubblico, si capisce che sarà ugualmente incapace di affrontare le questioni più complesse, come ha dimostrato nella gestione degli appalti PNRR. È anche per questo che nel marzo 2026 ho lasciato la maggioranza. Chiedo al sindaco una cosa sola: una decisione. Un'amministrazione che non riesce a decidere chi deve occuparsi della manutenzione di un defibrillatore pubblico non governa: galleggia. Solo che galleggiando, in questo caso, si mette a rischio la vita dei cittadini».