Città degli Ulivi, Santoruvo: «Mi sono sempre assunto le mie responsabilità»
La replica dell'assessore ai Lavori pubblici alla nota del consigliere comunale Franco Natilla
martedì 24 febbraio 2026
Non si fa attendere la risposta dell'assessore ai Lavori pubblici, Giuseppe Santoruvo, alle richieste di ritiro della delega avanzate nelle ultime ore dal consigliere comunale Franco Natilla (I Riformisti - Fronte del Lavoro) sul caso dello stadio comunale "Città degli Ulivi".
Dopo le dure prese di posizione dell'esponente della civica "I Riformisti - Fronte del Lavoro", che ha chiesto formalmente al Sindaco di revocare l'incarico all'assessore competente, Santoruvo interviene con una nota dai toni netti. «"Sindaco, ritiri la delega all'assessore ai Lavori pubblici!" Ormai è un tormentone. Più che una richiesta politica, una suoneria personalizzata», esordisce l'assessore, respingendo al mittente le accuse.
L'assessore ai Lavori pubblici rivendica la correttezza del proprio operato: «Non sono reo di aver rubato. Non sono reo di irregolarità. Sono reo, a quanto pare, di aver fatto tardare la conclusione dei lavori allo stadio di via Megra. Come se fossi io a volerlo». L'assessore ricorda come l'impianto, per anni, sia stato oggetto di critiche per la sua inadeguatezza. «Lo stesso stadio che per anni è stato definito inadeguato – sottolinea – oggi è conforme alle regole e finalmente utilizzabile».
Secondo Santoruvo, al centro della polemica non ci sarebbe tanto l'opera pubblica quanto la sua figura politica: «Forse il vero problema non è lo stadio. È l'assessore». E aggiunge: «Dal 9 luglio 2022 c'è chi chiede la mia testa con una costanza che sfiora l'ammirazione. Altro che controllo politico: questa è perseveranza degna di un premio alla carriera».
Nel mirino dell'assessore anche quella che definisce una contraddizione dell'opposizione: «La cosa più curiosa? Pur di vedermi fuori, c'è chi sarebbe disposto ad allinearsi alla maggioranza tanto criticata per anni. Un vero miracolo istituzionale».
Santoruvo rivendica di aver sempre operato nel rispetto delle procedure e degli atti amministrativi. «Mi sono sempre assunto le mie responsabilità – afferma – nel rispetto delle regole. Fa sorridere che, nonostante gli accessi agli atti riempiano le scrivanie del Comune, la casella di posta dei responsabili di servizio e le commissioni siano convocate quasi quotidianamente, si continui a sostenere di non sapere dove siano stati spesi i fondi».
Anche la vicenda dello stadio di via Megra, come quella dei lavori di riqualificazione di piazza Moro, resta al centro del confronto politico cittadino. Da un lato l'opposizione che parla di gestione inadeguata e chiede chiarimenti puntuali sulle spese e sulle varianti progettuali; dall'altro l'assessore che respinge ogni accusa di irregolarità e difende il risultato raggiunto, sottolineando la conformità dell'impianto e la conclusione di lavori attesi da tempo.
Il dibattito è destinato a proseguire anche nelle sedi istituzionali, con la questione che si inserisce in un clima politico già teso su più fronti amministrativi.
Dopo le dure prese di posizione dell'esponente della civica "I Riformisti - Fronte del Lavoro", che ha chiesto formalmente al Sindaco di revocare l'incarico all'assessore competente, Santoruvo interviene con una nota dai toni netti. «"Sindaco, ritiri la delega all'assessore ai Lavori pubblici!" Ormai è un tormentone. Più che una richiesta politica, una suoneria personalizzata», esordisce l'assessore, respingendo al mittente le accuse.
L'assessore ai Lavori pubblici rivendica la correttezza del proprio operato: «Non sono reo di aver rubato. Non sono reo di irregolarità. Sono reo, a quanto pare, di aver fatto tardare la conclusione dei lavori allo stadio di via Megra. Come se fossi io a volerlo». L'assessore ricorda come l'impianto, per anni, sia stato oggetto di critiche per la sua inadeguatezza. «Lo stesso stadio che per anni è stato definito inadeguato – sottolinea – oggi è conforme alle regole e finalmente utilizzabile».
Secondo Santoruvo, al centro della polemica non ci sarebbe tanto l'opera pubblica quanto la sua figura politica: «Forse il vero problema non è lo stadio. È l'assessore». E aggiunge: «Dal 9 luglio 2022 c'è chi chiede la mia testa con una costanza che sfiora l'ammirazione. Altro che controllo politico: questa è perseveranza degna di un premio alla carriera».
Nel mirino dell'assessore anche quella che definisce una contraddizione dell'opposizione: «La cosa più curiosa? Pur di vedermi fuori, c'è chi sarebbe disposto ad allinearsi alla maggioranza tanto criticata per anni. Un vero miracolo istituzionale».
Santoruvo rivendica di aver sempre operato nel rispetto delle procedure e degli atti amministrativi. «Mi sono sempre assunto le mie responsabilità – afferma – nel rispetto delle regole. Fa sorridere che, nonostante gli accessi agli atti riempiano le scrivanie del Comune, la casella di posta dei responsabili di servizio e le commissioni siano convocate quasi quotidianamente, si continui a sostenere di non sapere dove siano stati spesi i fondi».
Anche la vicenda dello stadio di via Megra, come quella dei lavori di riqualificazione di piazza Moro, resta al centro del confronto politico cittadino. Da un lato l'opposizione che parla di gestione inadeguata e chiede chiarimenti puntuali sulle spese e sulle varianti progettuali; dall'altro l'assessore che respinge ogni accusa di irregolarità e difende il risultato raggiunto, sottolineando la conformità dell'impianto e la conclusione di lavori attesi da tempo.
Il dibattito è destinato a proseguire anche nelle sedi istituzionali, con la questione che si inserisce in un clima politico già teso su più fronti amministrativi.