Botte alla compagna anche quando era incinta, arrestato un 43enne
L'uomo, accusato di maltrattamenti in famiglia, è stato condotto in carcere dai Carabinieri. L'inferno sarebbe durato due anni
giovedì 3 settembre 2026
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Due anni di inferno quelli vissuti da una donna con un convivente violento che avrebbe continuato a picchiarla, anche quando portava in grembo il figlio nato dalla loro unione. Dallo scorso 11 agosto quest'uomo, un 43enne barese nativo di Bitonto, è in carcere, a Bari, arrestato dai Carabinieri per maltrattamenti in famiglia.
Le violenze, in quella casa di Santa Rita, sarebbero state pressoché quotidiane. L'indagato avrebbe maltrattato la compagna, «sottoponendola a violenze fisiche e morali», è scritto agli atti. Tra gli episodi più gravi, raccolti da militari della Stazione di Bari Carbonara, c'è quello avvenuto a marzo 2024, quando mentre la donna era incinta, «le sferrava uno schiaffo», si legge ancora, «colpendomi tra il labbro e il naso - ha raccontato la donna -, provocandomi il sanguinamento del labbro».
Ad ottobre dello stesso anno, poi, «accusandola di aver fatto ammalare il figlio», frutto di una precedente relazione della sua compagna, «le sferrava uno schiaffo sulle braccia e la spingeva facendola cadere all'indietro». Insomma, ogni pretesto era buono per scatenare una furia incontenibile. Ed erano colpi proibiti, insulti e minacce: «Ti devo fare male, ti devo vedere morta - le avrebbe detto -. Non ti addormentare stasera che come ti addormenti ti uccido e poi ti faccio a pezzettini».
E non sarebbero mancati neanche i messaggi, le chiamate e le videochiamate. Nell'interrogatorio, il 43enne, assistito dall'avvocato Giuseppe Galliani, ha risposto alle domande. La giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari, Chiara Maglio, ha convalidato l'arresto e poi ha applicato la misura cautelare in carcere.
Le violenze, in quella casa di Santa Rita, sarebbero state pressoché quotidiane. L'indagato avrebbe maltrattato la compagna, «sottoponendola a violenze fisiche e morali», è scritto agli atti. Tra gli episodi più gravi, raccolti da militari della Stazione di Bari Carbonara, c'è quello avvenuto a marzo 2024, quando mentre la donna era incinta, «le sferrava uno schiaffo», si legge ancora, «colpendomi tra il labbro e il naso - ha raccontato la donna -, provocandomi il sanguinamento del labbro».
Ad ottobre dello stesso anno, poi, «accusandola di aver fatto ammalare il figlio», frutto di una precedente relazione della sua compagna, «le sferrava uno schiaffo sulle braccia e la spingeva facendola cadere all'indietro». Insomma, ogni pretesto era buono per scatenare una furia incontenibile. Ed erano colpi proibiti, insulti e minacce: «Ti devo fare male, ti devo vedere morta - le avrebbe detto -. Non ti addormentare stasera che come ti addormenti ti uccido e poi ti faccio a pezzettini».
E non sarebbero mancati neanche i messaggi, le chiamate e le videochiamate. Nell'interrogatorio, il 43enne, assistito dall'avvocato Giuseppe Galliani, ha risposto alle domande. La giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari, Chiara Maglio, ha convalidato l'arresto e poi ha applicato la misura cautelare in carcere.