Beat Onto Jazz, dal 31 luglio a 4 agosto la 25esima edizione del festival

Il ricco programma è stato presentato lunedì 20 luglio a Bitonto

mercoledì 22 luglio 2026
Parte venerdì 31 luglio l'edizione 2026 del Beat Onto Jazz Festival. Un'edizione speciale per una kermesse musicale che quest'anno compie 25 anni. Il ricco programma è stato presentato lunedì 20 luglio a Bitonto. Il festival si aprirà il 31 luglio con l'esibizione dell'Aaron Goldberg Trio che porterà sul palco una delle formazioni più raffinate del jazz contemporaneo. Subito dopo, sarà la volta di "Milonga de Buenos Aires" del Nuovo Trio Accord, accompagnato dalle coreografie dei ballerini argentini Rachele Morelli e Nelson Piliu. Sarà un omaggio alla musica di Astor Piazzolla.

Il 1° agosto si aprirà con il concerto "Jazz around the world Nova Vojaĝo", un mosaico di mondi lontani, tra canti popolari e successi pop degli ultimi decenni, arie operistiche e ritmi trascinanti dall'Africa e dal Sud America, tutti ridisegnati attraverso il linguaggio dell'improvvisazione e la libertà che contraddistingue il jazz. Un omaggio alla bellezza comune nella diversità culturale e alla musica come potente, insostituibile linguaggio universale.

A seguire, il progetto "Sound Archives - Time Machine" di Maurizio Rolli. Un progetto che pesca dalla tradizione jazzistica, dalla sapienza armonica del Novecento colto e dall'energia del rock, aggiungendo la varietà ritmica del flamenco e dei folklori europei, con lievi spruzzate di elettronica.

Il cartellone prosegue il 2 agosto con il Giorgio Albanese Group, formazione di otto elementi che riunisce alcuni tra i più interessanti talenti della scena jazz pugliese ed europea. Subito dopo, il Pete Roth Trio, gruppo britannico di jazz contemporaneo che ha riportato sul palco Bill Bruford, leggendario batterista progressive rock (Yes, King Crimson, Earthworks) dopo quindici anni di ritiro dalle scene. Ne nasce un'esperienza "quasi jazz" intima, in larga parte improvvisata e altamente interattiva, che infrange con naturalezza i confini tradizionali dei generi, unendo jazz, funk, musica classica e contemporanea.

La giornata del 3 agosto sarà caratterizzata dai concerti di Emma Smith, una delle voci più apprezzate del jazz britannico, e dell'eclettico bassista vietnamita Chris Minh Doky, che con i formidabili componenti della sua band (the Nomads) rappresenta l'attuale miglior espressione della fusion.

Serata finale il 4 agosto, con il quartetto Saxofollia e il loro omaggio a Miles Davis e John Coltrane, nel centenario dalla loro nascita. Concluderà l'edizione 2026 la "Banda" di Pino Minafra, progetto volto a salvare dall'oblio la secolare tradizione bandistica del Sud Italia, costituita da marce, fantasie d'opera affrontate con gli strumenti tipici delle bande, sinfonie funebri della Settimana Santa, i concerti in Cassa Armonica nelle piazze, e al tempo stesso proiettarla nel presente con accorti arrangiamenti, impreziositi dai direttori che si avvicenderanno, tra i quali lo stesso Pino Minafra, Michele Di Puppo, Nicola Cotugno, Livio Minafra.

Ad accompagnare la Banda di Minafra, le Faraualla, il quartetto vocale femminile che dal 1995 trasforma la voce umana in strumento. Nei giorni del festival sarà possibile ripercorrere i 25 anni di festival grazie alla mostra fotografica allestita nel Sancti Nicolai Convivium, visitabile a partire dalle 19. Sarà un'edizione che punta ad unire musica e arte, grazie anche alla collaborazione con la Galleria Nazionale della Puglia "Girolamo e Rosaria Devanna" che, in quei giorni, renderà fruibili in orari ampliati e fornendo guide gratuite, le esposizioni.

«Questo festival festeggia le nozze d'argento – sottolinea Emanuele Dimundo, presidente dell'associazione Injazz - Per celebrare questo traguardo, abbiamo voluto fare un regalo al nostro pubblico offrendo un programma ancora più ricco, esteso a cinque serate anziché alle solite quattro. La soddisfazione è grandissima, perché lo scopo divulgativo con cui è nata la nostra associazione è stato pienamente raggiunto: nel corso del tempo, frequentando il Beat Onto Jazz Festival, tanti semplici curiosi si sono avvicinati e appassionati alla musica jazz. È un evento che continua a rivelarsi affascinante anche per i non addetti ai lavori, un appuntamento importante che richiama pubblico da ogni dove. Sono convinto che la rilevanza di questa manifestazione funga da straordinario volano per il turismo: anche quest'anno, come in passato, abbiamo attivato convenzioni non solo con la Galleria Nazionale che ci ospita oggi, ma anche con altri luoghi d'arte come il Museo Diocesano, che offriranno agevolazioni nei giorni del festival. Sappiamo bene che in questo periodo molti turisti scelgono di venire a Bitonto e di trattenersi qui per l'intera durata della rassegna».

Per il sindaco di Bitonto, Francesco Paolo Ricci, «è un evento di grande importanza, ormai radicato nella storia della nostra città e della nostra comunità, che rappresenta un volano fondamentale per lo sviluppo turistico e per la valorizzazione del nostro centro storico. Ringrazio gli organizzatori per aver voluto e saputo mantenere saldo questo appuntamento, superando anche i momenti di difficoltà e rinnovando puntualmente ogni anno un festival che ha una ricaduta straordinaria sul territorio, capace di attrarre tantissimi appassionati di jazz e non solo».

Sulla stessa scia, Rocco Mangini, assessore alle Politiche Culturali: «È un evento importante e molto atteso, non solo dalla comunità bitontina, ma anche dagli appassionati di jazz provenienti dalla Puglia e da fuori regione. Ci sono tanti festival jazz in Italia e in Puglia, ma quello di Bitonto nasce con l'obiettivo di scoprire talenti che, in questi venticinque anni, sono diventati artisti di fama internazionale, offrendo al contempo musica innovativa e sperimentazione nella cornice straordinaria di Piazza Cattedrale, sempre gremita come accade sin dal lontano 2001. Auguro quindi buon jazz a tutti e invito a vivere Bitonto attraverso i suoi eventi, i suoi momenti culturali e, soprattutto, rioccupando le sue piazze».