Antonella Aresta: «La Puglia è un set a cielo aperto. La fotografia? Per me è pura poesia»

L'intervista alla artist photographer pugliese

lunedì 3 agosto 2026 10.38
Fotografa professionista, artista e ritrattista, con una carriera di oltre 20 anni alle spalle, Antonella Aresta ha costruito il suo percorso tra moda, eventi, ritratti e maternity photography. Un'esperienza maturata lavorando con importanti nomi del panorama nazionale, senza mai perdere il legame con la sua terra: la Puglia. Oggi è proprio questo rapporto profondo con il territorio a caratterizzare gran parte della sua ricerca artistica. L'abbiamo intervistata per farci raccontare il suo modo di vivere la fotografia e il suo legame con la Puglia.

Che rapporto ha con la fotografia e come si è sviluppato nel tempo?
«Il mio rapporto con la fotografia è ormai viscerale. Nella mia mente scatto fotografie ancora prima di prendere in mano la macchina fotografica. Anche quando non l'ho con me, il mio occhio continua a fermare immagini inconsciamente: li chiamo 'frame mentali'. La fotografia è un prolungamento del mio essere e del mio pensiero. Attraverso gli scatti racconto il mondo a modo mio, ed è questo che caratterizza un'artista. Non mi interessa il giudizio degli altri: il mio obiettivo è realizzare ciò che sento e trasmettere un messaggio»

Il legame con la Puglia è uno degli elementi che emerge maggiormente nei suoi lavori. Com'è nato?
«Ho studiato fotografia lontano dalla mia terra. Da adolescente, fino ai 25 anni, sentivo il bisogno di andare via. Paradossalmente devo ringraziare proprio il mio territorio: all'epoca offriva poche opportunità artistiche e questo mi ha spinto a reinventarmi e a cercare continuamente nuove esperienze fuori dalla Puglia. Ho lavorato in tutta Italia, collaborando con grandi nomi della musica e dello spettacolo e realizzando ritratti per importanti personalità. Poi, intorno ai trent'anni, è arrivato mio figlio. Mi sono fermata, ho messo radici qui e ho iniziato a guardare la Puglia con occhi completamente diversi. Ho portato il fashion nel mio mondo e ho scoperto che questa terra è davvero un set a cielo aperto. Qui ho realizzato campagne per grandi marchi, anche internazionali, persino londinesi. Oggi la amo profondamente e credo che offra opportunità che, quando ero ragazza, semplicemente non esistevano».

Nelle sue immagini la Puglia è protagonista oppure semplice sfondo?
«Per me è entrambe le cose. Il mio compito è valorizzare il brand che mi affida un servizio fotografico, ma allo stesso tempo il paesaggio diventa una cornice fondamentale. Quando propongo alle aziende straniere di realizzare gli shooting in Puglia rimangono sempre affascinate. La bellezza del territorio aggiunge valore al racconto visivo».

Su quali progetti sta lavorando attualmente?
«Sto lavorando a un progetto dedicato proprio alla mia terra. Per il momento non posso anticipare nulla perché vorrei che fosse una sorpresa. Posso solo dire che, come tutte le mie mostre, sarà una grande festa»

Quanto può essere importante la fotografia nella valorizzazione del territorio?
«La fotografia può valorizzare enormemente un territorio. Naturalmente dipende dallo sguardo del fotografo e da ciò che decide di raccontare. Io cerco di farlo ogni volta che lavoro con aziende straniere. Recentemente ho fotografato a Giovinazzo, valorizzando la fontana monumentale e il centro storico attraverso la presenza della modella, giocando con il contrasto tra sacro e profano, in un'estetica che richiama alcune campagne di Dolce & Gabbana. Ho lavorato anche a Trani, mettendo ancora una volta il territorio al centro del racconto. Ovunque vada immagino già nuove fotografie. È qualcosa che vive costantemente nei miei pensieri, insieme ai ruoli di mamma, moglie e figlia. Conciliare tutto non è semplice, ma quando c'è la volontà si trova sempre il modo»

Oggi la fotografia è diventata un linguaggio accessibile a tutti. Come vede questa evoluzione?
«La fotografia è diventata un mezzo di comunicazione di massa. Oggi basta acquistare una reflex e ci si definisce subito photographer. Non c'è nulla di male, anzi: sono felice che questo linguaggio sia alla portata di tutti grazie anche ai social network. Ma essere artisti è un'altra cosa. Molti vivono la fotografia come qualcosa di veloce e immediato. Per me, invece, è pura poesia. Credo che la creatività abbia bisogno di tempo, di essere contemplata, amata e coccolata. In ventitré anni di professione è questo l'aspetto che è cambiato di più. Prima si aspettava il tempo necessario per un lavoro ben fatto; oggi spesso lo si pretende il giorno dopo. In alcuni casi bisogna adeguarsi: se si desidera un lavoro di qualità bisogna anche saper aspettare».

In un'epoca dominata dalla velocità e dall'istantaneità dei social network, la visione di Antonella Aresta ci ricorda che la vera fotografia richiede tempo, dedizione e poesia. Attraverso i suoi "frame mentali" e la riscoperta di una Puglia vissuta come un immenso set a cielo aperto, l'artista continua a trasformare ogni scatto in un racconto autentico, capace di unire l'amore per le proprie radici a una professionalità lunga oltre vent'anni.
Antonella Aresta Foto
Antonella Aresta Foto
Antonella Aresta Foto
Antonella Aresta Foto
Antonella Aresta
Antonella Aresta
Antonella Aresta
Antonella Aresta