Abuso e falso a Castellanneta: indagata società bitontina di riscossione tributi

Rischia il processo anche il presidente della Provincia di Taranto, Gugliotti

lunedì 29 aprile 2019 5.45
Sono 13 gli indagati nel procedimento sull'affidamento del servizio tributi alla società bitontina Cerin da parte del Comune di Castellaneta, nel corso del quale il sostituto procuratore Remo Epifani ha chiesto il rinvio a giudizio dei soggetti coinvolti perchè accusati di abuso d'ufficio, falso e peculato.

«A seguito degli esposti presentati nel 2016 – scrive la Gazzetta del Mezzogiorno - dai consiglieri comunali Rocco Loreto, Michele D'Ambrosio, Agostino De Bellis, Giuseppe Rochira e Leonardo Rubino e poi approfondita dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza anche per via di una denuncia-querela depositata dallo stesso Comune di Castellaneta nel 2017, risultano l'attuale sindaco Giovanni Gugliotti, dall'1 novembre scorso anche presidente della Provincia e all'epoca dei fatti contestati pure nella qualità di assessore al bilancio, l'allora segretario generale e dirigente ad interim dell'area economico-finanziaria Eugenio De Carlo, attualmente segretario generale al Comune di Taranto, il suo predecessore Pietro Balbino, e i suoi successori Michele Galasso, Francesca Capriulo, Giuseppe Donato Colapinto e Giovanni Sicuro, i dirigenti e amministratori Cerin Grazia Fiore, Francesco De Robertis e Francesco Noviello, l'amministratore di Tributi Service, subentrata a Cerin nel 2014 a seguito di scissione, Mario Colapinto, gli amministratori di Tributi srl Giuseppe Diretto e Alessandro Cacciapuoti».

Secondo l'accusa le società di riscossione dei tributi comunali si sarebbero impossessate di 268mila euro appartenenti al Comune, senza che lo stesso, almeno sino al 2016, adottasse alcuna iniziativa sebbene vi fossero verificate le condizioni per la risoluzione del contratto di concessione per grave inadempimento. Le accuse di abuso d'ufficio e falso si sarebbero concretizzate per gli anni 2012, 2013 e 2014 quando il Comune non avrebbe riconosciuto i debiti fuori bilancio in ballo, approvando poi bilanci di previsione non corrispondenti alla reale situazione che non prevedeva proprio quei debiti fuori bilancio.