La Guardia di Finanza
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Cronaca

"Levante", iniziati gli interrogatori di garanzia davanti al Gip

Emanuele Sicolo, ritenuto nell'orbita del clan Parisi, ha risposto alle domande. Altri si sono avvalsi della facoltà di non rispondere

Sono iniziati mercoledì, in videoconferenza, gli interrogatori di garanzia per alcune delle 75 persone arrestate (sono 59 quelle raggiunte da provvedimenti cautelari) nell'ambito della maxi operazione "Levante" della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari sul presunto riciclaggio, anche all'estero, di denaro derivante da attività illecite di evasione fiscale e frodi sulle forniture di carburante.

Il tutto al termine di un'indagine, coordinata dai pubblici ministeri Bruna Manganelli e Fabio Buquicchio con il procuratore Roberto Rossi e l'aggiunto Francesco Giannella, iniziata nel 2016 e che ha visto il suo culmine alle prime luci dell'alba di martedì quando è stata spiccata un'ordinanza di custodia cautelare a firma del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari, Antonella Cafagna: 14 persone sono finite in carcere, 45 sono state confinate ai domiciliari, 14 sono risultate destinatarie dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, mentre 2 di altrettante misure interdittive.

A sole ventiquattrore dalla retata che ha visto coinvolti 500 uomini della Direzione Investigativa Antimafia della Guardia di Finanza del capoluogo, collegati in videoconferenza, sono stati ascoltati i primi indagati: alcuni, tra cui Emanuele Sicolo, già arrestato per riciclaggio, ritenuto nell'orbita del clan Parisi di Bari, a cui risulta affiliato, riconosciuto dagli inquirenti baresi come il «capo e l'organizzatore dell'associazione per delinquere», nonché «il consigliere e l'uomo di fiducia» di Francesco Giordano (il primo difeso dall'avvocato Damiano Somma, il secondo dall'avvocato Giuseppe Giulitto) hanno risposto alle domande, altri invece si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

Oggi, e nei prossimi giorni, proseguiranno gli interrogatori di garanzia per quelli in carcere e ai domiciliari.

Intanto l'inchiesta, che al momento vede attualmente indagati tre avvocati del Foro di Bari (Pierdomenico Bisceglie, Massimo Roberto Chiusolo e Fabio Mesto, i primi due interdetti per un anno, il terzo agli arresti domiciliari) e un commercialista (Francesco Paolo Noviello, rinchiuso in carcere), oltre al colonnello Antonio Mancazzo, in servizio al Comando Generale delle Fiamme Gialle di Roma e adesso confinato ai domiciliari, potrebbe allargarsi.

Per gli inquirenti Bisceglie e Chiusolo avrebbero avuto un ruolo nelle intestazioni fittizie di beni attraverso dei «comportamenti connotati da particolare gravità, in rapporto all'assistenza prestata a Sicolo per consentirgli di eludere il contenuto di provvedimenti di sequestro nei suoi confronti onde rientrare nella disponibilità di compendi aziendali sottoposti al vincolo cautelare».
  • Francesco Paolo Noviello
  • Damiano Somma
  • Francesco Giordano
  • Emanuele Sicolo
  • Giuseppe Giulitto
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