Nuove panchine al “Città degli Ulivi”, Natilla: «Sport merita scuse, non autoelogi»

Le critiche non si fermano alle panchine. Nel mirino finisce anche la sistemazione della tribuna

sabato 15 agosto 2026
A cura di Massimiliano Dilettuso
L'arrivo e il montaggio delle nuove panchine allo stadio "Città degli Ulivi" diventano terreno di scontro politico. Se da una parte l'intervento è stato presentato come un ulteriore passo verso il completamento e la piena funzionalità dell'impianto sportivo, dall'altra il consigliere comunale Franco Natilla (I Riformisti - Fronte del Lavoro) invita a non trasformare un intervento ordinario in un motivo di celebrazione, riportando l'attenzione sui lunghi tempi dei lavori e sui disagi affrontati dalle società sportive.

«Mancava solo il taglio del nastro con il tappeto rosso per un paio di panchine, come se in questi anni non fosse accaduto nulla», è l'incipit della dura presa di posizione del consigliere, che contesta soprattutto il modo in cui l'amministrazione sta raccontando l'arrivo delle nuove dotazioni.

Nel mirino di Natilla ci sono innanzitutto i tempi dell'intervento sullo storico impianto bitontino. «Dopo quattro anni di ritardi per lavori che dovevano durare solo sei mesi, assistiamo oggi all'ennesimo teatrino di ringraziamenti incrociati», sostiene il consigliere, secondo il quale si starebbe celebrando «un semplice atto di ordinaria amministrazione spacciato per un'impresa eroica».

Natilla torna quindi su uno degli episodi più discussi legati alla vicenda dello stadio, quello delle sedie utilizzate al posto delle panchine durante una verifica tecnica. «Ci si dimentica forse di quando siamo stati resi ridicoli con l'utilizzo di sedie da cucina piazzate al posto delle panchine in sede di verifica tecnica?», domanda polemicamente il consigliere, che considera quell'episodio «surreale» e motivo di imbarazzo per la città.

Ma le critiche non si fermano alle panchine. Nel mirino finisce anche la sistemazione della tribuna, dove, secondo Natilla, non sarebbero stati installati i sediolini annunciati per gli spettatori. «La tribuna, invece di essere munita dei sediolini promessi per i tifosi, si ritrova oggi con dei meri numerini verniciati sul cemento», afferma.

Il consigliere sposta quindi il focus dalle opere alle conseguenze che, in questi anni, i ritardi avrebbero prodotto sul movimento sportivo cittadino. «Dietro i selfie e le sfilate ci sono anni di sacrifici reali con le società sportive costrette a fare salti mortali tra mille incertezze e disagi logistici», sostiene Natilla, ricordando anche le difficoltà incontrate dagli atleti per allenarsi e le condizioni nelle quali sarebbe stato costretto a operare lo sport bitontino.

Da qui l'invito all'amministrazione a evitare celebrazioni e autocongratulazioni. «Di fronte a tutto questo non servono autocongratulazioni. Servirebbero un briciolo di umiltà e la correttezza di chiedere scusa all'intera comunità di Bitonto, Palombaio e Mariotto. Lo sport bitontino merita rispetto, programmazione e strutture davvero all'altezza», conclude il consigliere.