È di origini bitontine il coach della nazionale di baseball dei miracoli
Il sogno azzurro infranto nella notte in semifinale
martedì 17 marzo 2026
8.31
La sua è una storia che ha voluto raccontare anche il TG1 ed il suo sangue è per metà pugliese. Anzi, per essere precisi, il suo sangue è per metà bitontino.
Lui è Francisco Cervelli, allenatore (coach come dicono gli esperti, in foto col sindaco Francesco Paolo Ricci) della nazionale italiana di baseball che sta incantando gli appassionati di tutto il mondo. Gli azzurri sono giunti alle semifinali della World Baseball Classic, un equivalente dei campionati del mondo di quello sport così amato negli Stati Uniti. E Cervelli e la sua banda hanno già tirato un brutto scherzo, quasi una lesa maestà, ai padroni di casa degli Stati Uniti, battendo anche Messico e Gran Bretagna, per poi imporsi nei quarti di finale contro Porto Rico (8-6 il punteggio), non di certo una nazionale ultima arrivata nel baseball.
Semifinale, dunque, non contro il favoritissimo Giappone di Shohei Ohtani, il giocatore più quotato e forte dell'ultimo ventennio, uno degli sportivi più pagati del pianeta, un mostro sacro di questo sport, ma contro il Venezuela. E per Francisco Cervelli, figlio di Emanuele, emigrato bitontino nel Paese sudamericano è stato un vero e proprio derby. Nessuno era arrivato sin qui tra le nazionali europee, tranne l'Olanda nel 2013 e poi nel 2017, finita quarta.
Lui è italo-venezuelano, la mamma Damelis lo ha dato alla luce il 6 marzo 1986, ma una parte di lui è azzurra, pugliese, della Terra di Bari, bitontina. Forte il suo impegno contro le ingiustizie del regime di Maduro.
Nella nottata la sfida in diretta su Sky e Rai 2 ha insolitamente tenuto svegli tantissimi connazionali e gli azzurri, per l'occasione in maglia bianca, ma ad avere la meglio sono stati gli avversari che hanno prevalso per 4-2. E pensare che gli azzurri erano stati avanti per 2-0. Un sogno teoricamente finito, ma quella di Francisco Cervelli e dei suoi ragazzi resta una straordinaria impresa sportiva. In finale i venezuelani se la vedranno con i padroni di casa degli Stati Uniti.
Lui è Francisco Cervelli, allenatore (coach come dicono gli esperti, in foto col sindaco Francesco Paolo Ricci) della nazionale italiana di baseball che sta incantando gli appassionati di tutto il mondo. Gli azzurri sono giunti alle semifinali della World Baseball Classic, un equivalente dei campionati del mondo di quello sport così amato negli Stati Uniti. E Cervelli e la sua banda hanno già tirato un brutto scherzo, quasi una lesa maestà, ai padroni di casa degli Stati Uniti, battendo anche Messico e Gran Bretagna, per poi imporsi nei quarti di finale contro Porto Rico (8-6 il punteggio), non di certo una nazionale ultima arrivata nel baseball.
Semifinale, dunque, non contro il favoritissimo Giappone di Shohei Ohtani, il giocatore più quotato e forte dell'ultimo ventennio, uno degli sportivi più pagati del pianeta, un mostro sacro di questo sport, ma contro il Venezuela. E per Francisco Cervelli, figlio di Emanuele, emigrato bitontino nel Paese sudamericano è stato un vero e proprio derby. Nessuno era arrivato sin qui tra le nazionali europee, tranne l'Olanda nel 2013 e poi nel 2017, finita quarta.
Lui è italo-venezuelano, la mamma Damelis lo ha dato alla luce il 6 marzo 1986, ma una parte di lui è azzurra, pugliese, della Terra di Bari, bitontina. Forte il suo impegno contro le ingiustizie del regime di Maduro.
Nella nottata la sfida in diretta su Sky e Rai 2 ha insolitamente tenuto svegli tantissimi connazionali e gli azzurri, per l'occasione in maglia bianca, ma ad avere la meglio sono stati gli avversari che hanno prevalso per 4-2. E pensare che gli azzurri erano stati avanti per 2-0. Un sogno teoricamente finito, ma quella di Francisco Cervelli e dei suoi ragazzi resta una straordinaria impresa sportiva. In finale i venezuelani se la vedranno con i padroni di casa degli Stati Uniti.