Scossone in Fratelli d’Italia: Ivan Lorusso lascia partito e gruppo consiliare
Il consigliere: «Gruppo che avrebbe dovuto rappresentare la comunità si è trasformato in un ristretto circolo spesso orientato da interessi personali»
sabato 28 marzo 2026
Nuovo scossone nel panorama politico cittadino a Bitonto. Il consigliere comunale Ivan Lorusso ha annunciato le proprie dimissioni irrevocabili dal gruppo consiliare e dal partito di Fratelli d'Italia. Una decisione maturata nel tempo, come spiegato dallo stesso: «È una scelta netta, maturata dopo un'attenta e sofferta riflessione», afferma, sottolineando come il gruppo politico locale non rappresenti più «gli ideali, i valori e la visione» che lo avevano portato ad aderire al partito anni fa.
Parole che segnano una frattura profonda, non solo sul piano politico ma anche su quello personale, con un richiamo esplicito alle origini del progetto politico costruito sul territorio. La notizia, a dire il vero, era nell'aria già da diverso tempo: in parecchie circostanze, infatti, Lorusso è sembrato essere molto distante dai suoi tre ex colleghi Damascelli, Toscano e Rossiello. Una distanza politica che è emersa, con ancora più evidenza, durante le scorse Elezioni regionali, quando lo stesso dimissionario ha sostenuto in maniera abbastanza evidente la candidatura del consigliere regionale Fabio Romito, esponente della Lega.
Nella sua nota, Lorusso ripercorre la nascita e la crescita del partito di Giorgia Meloni in città: «Quel progetto politico nato a Bitonto, anche grazie al mio impegno diretto, quella passione che ha unito amici e militanti portando a un risultato elettorale storico, ha lasciato il passo ai soliti personalismi e alle ambizioni personali di qualcuno». Una critica diretta alle dinamiche interne, dunque, accusate di aver snaturato lo spirito originario del movimento.
Al centro delle motivazioni anche il rapporto con la comunità: «Il dialogo con i cittadini è stato progressivamente abbandonato, lasciando spazio a dinamiche chiuse e autoreferenziali», denuncia Lorusso, parlando di un gruppo ormai «distante dai bisogni reali» e «orientato dagli interessi personali». Da qui la scelta di rompere: «Non è questa la politica in cui credo. Non è questo il motivo per cui ho scelto di impegnarmi».
Lorusso rivendica la natura controcorrente della decisione: «Non accade spesso di abbandonare un partito nazionale con un consenso importante come Fratelli d'Italia», osserva, ricordando come quel consenso sia legato – a suo dire – soprattutto alla leadership nazionale di Giorgia Meloni. «Ma questa è la politica in cui credo: coerenza, impegno, valori e soprattutto umiltà», aggiunge.
Nonostante l'uscita dal partito, Lorusso conferma la volontà di proseguire il proprio mandato: «Continuerò il mio impegno istituzionale con senso di responsabilità, mettendo al primo posto i cittadini e l'interesse collettivo, al di sopra di qualsiasi logica di parte. La mia coerenza non è negoziabile. E il mio impegno per la città non si ferma».
Uno sguardo rivolto anche al futuro del centrodestra cittadino, con un appello chiaro: «Ora il centrodestra abbia il coraggio di guardare oltre e costruire un'alternativa, parlando con i giovani e affrontando le fragilità del territorio perché senza presente non ci sarà futuro».
Parole che segnano una frattura profonda, non solo sul piano politico ma anche su quello personale, con un richiamo esplicito alle origini del progetto politico costruito sul territorio. La notizia, a dire il vero, era nell'aria già da diverso tempo: in parecchie circostanze, infatti, Lorusso è sembrato essere molto distante dai suoi tre ex colleghi Damascelli, Toscano e Rossiello. Una distanza politica che è emersa, con ancora più evidenza, durante le scorse Elezioni regionali, quando lo stesso dimissionario ha sostenuto in maniera abbastanza evidente la candidatura del consigliere regionale Fabio Romito, esponente della Lega.
Nella sua nota, Lorusso ripercorre la nascita e la crescita del partito di Giorgia Meloni in città: «Quel progetto politico nato a Bitonto, anche grazie al mio impegno diretto, quella passione che ha unito amici e militanti portando a un risultato elettorale storico, ha lasciato il passo ai soliti personalismi e alle ambizioni personali di qualcuno». Una critica diretta alle dinamiche interne, dunque, accusate di aver snaturato lo spirito originario del movimento.
Al centro delle motivazioni anche il rapporto con la comunità: «Il dialogo con i cittadini è stato progressivamente abbandonato, lasciando spazio a dinamiche chiuse e autoreferenziali», denuncia Lorusso, parlando di un gruppo ormai «distante dai bisogni reali» e «orientato dagli interessi personali». Da qui la scelta di rompere: «Non è questa la politica in cui credo. Non è questo il motivo per cui ho scelto di impegnarmi».
Lorusso rivendica la natura controcorrente della decisione: «Non accade spesso di abbandonare un partito nazionale con un consenso importante come Fratelli d'Italia», osserva, ricordando come quel consenso sia legato – a suo dire – soprattutto alla leadership nazionale di Giorgia Meloni. «Ma questa è la politica in cui credo: coerenza, impegno, valori e soprattutto umiltà», aggiunge.
Nonostante l'uscita dal partito, Lorusso conferma la volontà di proseguire il proprio mandato: «Continuerò il mio impegno istituzionale con senso di responsabilità, mettendo al primo posto i cittadini e l'interesse collettivo, al di sopra di qualsiasi logica di parte. La mia coerenza non è negoziabile. E il mio impegno per la città non si ferma».
Uno sguardo rivolto anche al futuro del centrodestra cittadino, con un appello chiaro: «Ora il centrodestra abbia il coraggio di guardare oltre e costruire un'alternativa, parlando con i giovani e affrontando le fragilità del territorio perché senza presente non ci sarà futuro».