Saxofollia e Pino Minafra chiudono il Beat Onto Jazz Festival 2026
In piazza Cattedrale dalle 21.00
martedì 4 agosto 2026
15.05
Si chiude, a Bitonto, la venticinquesima edizione del Beat Onto Jazz Festival, sempre sotto l'energica direzione artistica dell'avv. Emanuele Dimundo. Stasera, martedì 4 agosto, alle 21, sempre in piazza Cattedrale, ultimo appuntamento che si aprirà con il concerto del quartetto Saxofollia, protagonista di un raffinato omaggio a Miles Davis e John Coltrane nel centenario della loro nascita.
Il Quartetto Saxofollia (Fabrizio Benevelli, sax soprano; Lorenzo Simoni, sax alto; Marco Ferri, sax tenore; Giovanni Contri, sax baritono) celebrerà i due artisti con un repertorio originale firmato da Roberto Sansuini e Stefano Nanni, che esplora la vasta gamma di sonorità di uno strumento versatile come il sassofono. Le sezioni scritte dialogano con l'improvvisazione, il contrappunto si intreccia con la scrittura orchestrale, in un gioco continuo tra rigore formale e libertà espressiva. In programma un brano ispirato a Kind of Blue, il disco-icona che li vide insieme, e pagine legate a figure che ne hanno incrociato le vite: Bill Evans, Charles Mingus, Duke Ellington. Un concerto che non celebra soltanto due giganti, ma ne rinnova l'invito a cercare sempre nuovi orizzonti sonori.
Alle 22, sarà Pino Minafra, tra i più autorevoli musicisti italiani e instancabile ambasciatore della cultura bandistica pugliese nel mondo, a chiudere il festival, con una serata che celebra non soltanto il jazz, ma anche una delle più profonde identità musicali del Mezzogiorno: quella delle bande.
Pino Minafra, trombettista, compositore e jazzista di Ruvo di Puglia, ha studiato con Nino Rota negli anni in cui era direttore del Conservatorio Niccolò Piccinni, conservatorio in cui lo stesso Minafra ha insegnato per trent'anni. È, inoltre, considerato una delle figure più rappresentative del jazz europeo. Con la sua Italian Instabile Orchestra ha portato la creatività italiana sui palcoscenici internazionali collaborando con artisti del calibro di Charlie Mariano, Enrico Rava, Elton Dean, Keith e Julie Tippetts, Louis Moholo e Cecil Taylor. Quindi parallelamente alla carriera artistica, ha dedicato oltre trent'anni a un'opera di ricerca, tutela e valorizzazione della cultura bandistica, riconoscendone il valore identitario, sociale e musicale. La sua battaglia culturale ha prodotto infatti un risultato storico. Dopo la sottoscrizione, nel 2019, del protocollo d'intesa promosso durante il Talos Festival, un'altra sua creatura, insieme a sindaci, direttori di conservatorio e operatori culturali pugliesi, la Regione Puglia ha approvato nel 2023 la Legge Regionale n. 10 "Valorizzazione, promozione e sostegno della cultura bandistica pugliese", primo provvedimento del genere in Italia, che riconosce ufficialmente la banda come patrimonio culturale immateriale da tutelare e tramandare. Un traguardo raggiunto grazie all'impegno di Minafra e sostenuto anche dal maestro Riccardo Muti.
"La Banda" rappresenta la sintesi di questa visione. Marce tradizionali, fantasie d'opera, sinfonie funebri della Settimana Santa e il repertorio delle storiche casse armoniche vengono reinterpretati attraverso nuovi arrangiamenti che conservano intatto il patrimonio sonoro delle bande pugliesi aprendolo, allo stesso tempo, alle possibilità espressive del jazz contemporaneo. Questa speciale Banda ha in 30 anni di attività compiuto un percorso unico al mondo con tappe incredibili come 1996 Donaueschingen (Germania), occasione nella quale nacque il doppio cd La Banda per la Enja Records, 1998 Saalfelden (Austria), 1999, 2000, 2009 (nella Basilica di Saint-Denis, occasione di un nuovo cd per Enja registrato da Radio France) e 2018 Parigi (Francia); un Tour in Gran Bretagna nel 2000 tra cui un concerto nella Queen Elizabeth Hall; 2005 Münster (Germania), 2006 Le Mans (Francia); 2009 Graz Austria invitati da Nikolaus Harnoncourt; 2009 Teatro di Lille (Francia), 2013 Berlin Philarmonie (Germania); 2013 Auditorium Parco della Musica di Roma (Italia); 2013 Ravenna Festival (Italia); 2013 Toulouse (Francia); 2017 Basilica di Santa Croce e Palazzo Vecchio di Firenze (Italia); 2023 Trani in Onda / Rai Radio3; 2026 Collegium Musicum di Bari, per citarne alcune, collaborando stabilmente con artisti europei come Willem Breuker, Jean-Louis Matinier, Gianluigi Trovesi, Bruno Tommaso, Lucilla Galeazzi, Antonello Salis, Beppe Barra, Dario Cecchini, diventando un punto di riferimento internazionale nel dialogo tra musica della tradizione ed improvvisazione.
Per l'occasione, stasera, 4 agosto, salirà sul palco l'intero organico della Banda, formato da oltre quaranta musicisti tra legni, ottoni e percussioni, diretti da Pino Minafra, insieme ai maestri Michele Di Puppo, Nicola Cotugno, maestro della fanfara dell'Aeronautica e Livio Minafra, in un continuo alternarsi alla direzione che valorizza le diverse sensibilità interpretative della formazione.
Sul palco saliranno dunque Vincenzo Mastropirro e Franco Di Puppo ai flauti, Gianpaolo Santamaria all'oboe, Angelo Giodice al piccolo in Mi bemolle, Giambattista Ciliberti, Leonardo Cattedra, Vito Di Cintio, Eugenio Tattoli, Mauro Altamura, Giuseppe De Michele, Michele Zaccagnino, Rocco Di Rella, Annachiara Griesi, Anna Bavaro, Vincenzo Di Puppo e Giuseppe Cotugno ai clarinetti, Nicola Puntillo al clarinetto basso, Nicolò Pantaleo, Paolo De Benedetto, Giorgio D'Elia e Michele Marzella ai sassofoni, Antonio Fracchiolla, Vito Verni e Vito Lamanna ai corni, Leonardo Lozupone e Giuliano Teofrasto ai flicornini, Antonio Fallacara e Francesco Schettini ai flicorni soprani, Salvatore Barile al flicorno tenore, Nicola Valenzano al flicorno baritono, Tony Santoruvo, Luciano Palmitessa e Domenico Pellegrini alle trombe, Luciano Pischetola e Antonio Depalo ai tromboni, Giuseppe Scarati, Pasquale Di Muro, Roberto Pischetola, Francesco Di Venosa e Pierluigi Greco alle tube, Giuseppe Tria, Simone Salvatorelli, Vincenzo Mazzone, Tommaso Summo e Antonio Milani alle percussioni. Livio Minafra e Vincenzo Mazzone saliranno sul palco come solisti.
Ad arricchire ulteriormente il concerto saranno le Faraualla – Gabriella Schiavone, Teresa Vallarella, Maristella Schiavone e Loredana Savino – quartetto vocale femminile conosciuto a livello internazionale per l'originale ricerca sulle polifonie mediterranee, sulle sonorità arcaiche e sull'utilizzo della voce come autentico strumento musicale. L'incontro tra la potenza degli ottoni della banda e la sperimentazione vocale delle Faraualla promette di dare vita a uno dei momenti più suggestivi dell'intera edizione del festival.
Valore aggiunto anche la presenza di solisti jazz di primo piano come sax Vincenzo Di Gioia - fresco vincitore di una borsa di studio quadriennale alla Berklee (Usa), Leonardo Di Gioia fisarmonica, Antonio Fallacara al flicorno, Tony Santoruvo alla tromba, Livio Minafra alle tastiere e Vincenzo Mazzone alla batteria.
Poco prima della conclusione del concerto, il musicista e compositore Vincenzo Mastropirro proporrà al pubblico una lettura delle intense note di copertina scritte dal sociologo Franco Cassano, dedicate ai musicisti che hanno scelto di restare nel Sud, continuando a produrre cultura e bellezza nonostante le difficoltà. Un testo di straordinaria attualità che offrirà una riflessione sul significato della resistenza culturale e sul valore delle radici come motore di innovazione.
A condurre la serata sarà la giornalista di Repubblica Fiorella Sassanelli.
Con questo appuntamento il Beat Onto Jazz Festival celebra il prestigioso traguardo della venticinquesima edizione scegliendo di concludere il proprio percorso con uno spettacolo che racchiude perfettamente la sua identità: il dialogo tra memoria e futuro, tra tradizione e sperimentazione, tra il linguaggio universale del jazz e una delle espressioni culturali più autentiche della Puglia. Una chiusura che rende omaggio non solo a un grande musicista, ma a un'intera comunità sonora che continua a raccontare il territorio attraverso la forza della musica.
A partire dalle 19, sarà possibile ripercorrere i 25 anni di festival grazie alla mostra fotografica allestita nel Sancti Nicolai Convivium, accanto alla Cattedrale.
Quest'anno più che mai, il Jazz Festival bitontino punta ad unire musica e arte, grazie alla collaborazione con il Museo Diocesano, con il Museo Archeologico "De Palo-Ungaro" e con la Galleria Nazionale della Puglia "Girolamo e Rosaria Devanna"; quest'ultima rende fruibili in orari ampliati e con altre specifiche agevolazioni le proprie esposizioni durante le giornate del Jazz Festival. Alle 18, appuntamento con la mostra "Beatrice Woods. La tavolozza della vita", a cura dei Servizi Educativi.
Il Quartetto Saxofollia (Fabrizio Benevelli, sax soprano; Lorenzo Simoni, sax alto; Marco Ferri, sax tenore; Giovanni Contri, sax baritono) celebrerà i due artisti con un repertorio originale firmato da Roberto Sansuini e Stefano Nanni, che esplora la vasta gamma di sonorità di uno strumento versatile come il sassofono. Le sezioni scritte dialogano con l'improvvisazione, il contrappunto si intreccia con la scrittura orchestrale, in un gioco continuo tra rigore formale e libertà espressiva. In programma un brano ispirato a Kind of Blue, il disco-icona che li vide insieme, e pagine legate a figure che ne hanno incrociato le vite: Bill Evans, Charles Mingus, Duke Ellington. Un concerto che non celebra soltanto due giganti, ma ne rinnova l'invito a cercare sempre nuovi orizzonti sonori.
Alle 22, sarà Pino Minafra, tra i più autorevoli musicisti italiani e instancabile ambasciatore della cultura bandistica pugliese nel mondo, a chiudere il festival, con una serata che celebra non soltanto il jazz, ma anche una delle più profonde identità musicali del Mezzogiorno: quella delle bande.
Pino Minafra, trombettista, compositore e jazzista di Ruvo di Puglia, ha studiato con Nino Rota negli anni in cui era direttore del Conservatorio Niccolò Piccinni, conservatorio in cui lo stesso Minafra ha insegnato per trent'anni. È, inoltre, considerato una delle figure più rappresentative del jazz europeo. Con la sua Italian Instabile Orchestra ha portato la creatività italiana sui palcoscenici internazionali collaborando con artisti del calibro di Charlie Mariano, Enrico Rava, Elton Dean, Keith e Julie Tippetts, Louis Moholo e Cecil Taylor. Quindi parallelamente alla carriera artistica, ha dedicato oltre trent'anni a un'opera di ricerca, tutela e valorizzazione della cultura bandistica, riconoscendone il valore identitario, sociale e musicale. La sua battaglia culturale ha prodotto infatti un risultato storico. Dopo la sottoscrizione, nel 2019, del protocollo d'intesa promosso durante il Talos Festival, un'altra sua creatura, insieme a sindaci, direttori di conservatorio e operatori culturali pugliesi, la Regione Puglia ha approvato nel 2023 la Legge Regionale n. 10 "Valorizzazione, promozione e sostegno della cultura bandistica pugliese", primo provvedimento del genere in Italia, che riconosce ufficialmente la banda come patrimonio culturale immateriale da tutelare e tramandare. Un traguardo raggiunto grazie all'impegno di Minafra e sostenuto anche dal maestro Riccardo Muti.
"La Banda" rappresenta la sintesi di questa visione. Marce tradizionali, fantasie d'opera, sinfonie funebri della Settimana Santa e il repertorio delle storiche casse armoniche vengono reinterpretati attraverso nuovi arrangiamenti che conservano intatto il patrimonio sonoro delle bande pugliesi aprendolo, allo stesso tempo, alle possibilità espressive del jazz contemporaneo. Questa speciale Banda ha in 30 anni di attività compiuto un percorso unico al mondo con tappe incredibili come 1996 Donaueschingen (Germania), occasione nella quale nacque il doppio cd La Banda per la Enja Records, 1998 Saalfelden (Austria), 1999, 2000, 2009 (nella Basilica di Saint-Denis, occasione di un nuovo cd per Enja registrato da Radio France) e 2018 Parigi (Francia); un Tour in Gran Bretagna nel 2000 tra cui un concerto nella Queen Elizabeth Hall; 2005 Münster (Germania), 2006 Le Mans (Francia); 2009 Graz Austria invitati da Nikolaus Harnoncourt; 2009 Teatro di Lille (Francia), 2013 Berlin Philarmonie (Germania); 2013 Auditorium Parco della Musica di Roma (Italia); 2013 Ravenna Festival (Italia); 2013 Toulouse (Francia); 2017 Basilica di Santa Croce e Palazzo Vecchio di Firenze (Italia); 2023 Trani in Onda / Rai Radio3; 2026 Collegium Musicum di Bari, per citarne alcune, collaborando stabilmente con artisti europei come Willem Breuker, Jean-Louis Matinier, Gianluigi Trovesi, Bruno Tommaso, Lucilla Galeazzi, Antonello Salis, Beppe Barra, Dario Cecchini, diventando un punto di riferimento internazionale nel dialogo tra musica della tradizione ed improvvisazione.
Per l'occasione, stasera, 4 agosto, salirà sul palco l'intero organico della Banda, formato da oltre quaranta musicisti tra legni, ottoni e percussioni, diretti da Pino Minafra, insieme ai maestri Michele Di Puppo, Nicola Cotugno, maestro della fanfara dell'Aeronautica e Livio Minafra, in un continuo alternarsi alla direzione che valorizza le diverse sensibilità interpretative della formazione.
Sul palco saliranno dunque Vincenzo Mastropirro e Franco Di Puppo ai flauti, Gianpaolo Santamaria all'oboe, Angelo Giodice al piccolo in Mi bemolle, Giambattista Ciliberti, Leonardo Cattedra, Vito Di Cintio, Eugenio Tattoli, Mauro Altamura, Giuseppe De Michele, Michele Zaccagnino, Rocco Di Rella, Annachiara Griesi, Anna Bavaro, Vincenzo Di Puppo e Giuseppe Cotugno ai clarinetti, Nicola Puntillo al clarinetto basso, Nicolò Pantaleo, Paolo De Benedetto, Giorgio D'Elia e Michele Marzella ai sassofoni, Antonio Fracchiolla, Vito Verni e Vito Lamanna ai corni, Leonardo Lozupone e Giuliano Teofrasto ai flicornini, Antonio Fallacara e Francesco Schettini ai flicorni soprani, Salvatore Barile al flicorno tenore, Nicola Valenzano al flicorno baritono, Tony Santoruvo, Luciano Palmitessa e Domenico Pellegrini alle trombe, Luciano Pischetola e Antonio Depalo ai tromboni, Giuseppe Scarati, Pasquale Di Muro, Roberto Pischetola, Francesco Di Venosa e Pierluigi Greco alle tube, Giuseppe Tria, Simone Salvatorelli, Vincenzo Mazzone, Tommaso Summo e Antonio Milani alle percussioni. Livio Minafra e Vincenzo Mazzone saliranno sul palco come solisti.
Ad arricchire ulteriormente il concerto saranno le Faraualla – Gabriella Schiavone, Teresa Vallarella, Maristella Schiavone e Loredana Savino – quartetto vocale femminile conosciuto a livello internazionale per l'originale ricerca sulle polifonie mediterranee, sulle sonorità arcaiche e sull'utilizzo della voce come autentico strumento musicale. L'incontro tra la potenza degli ottoni della banda e la sperimentazione vocale delle Faraualla promette di dare vita a uno dei momenti più suggestivi dell'intera edizione del festival.
Valore aggiunto anche la presenza di solisti jazz di primo piano come sax Vincenzo Di Gioia - fresco vincitore di una borsa di studio quadriennale alla Berklee (Usa), Leonardo Di Gioia fisarmonica, Antonio Fallacara al flicorno, Tony Santoruvo alla tromba, Livio Minafra alle tastiere e Vincenzo Mazzone alla batteria.
Poco prima della conclusione del concerto, il musicista e compositore Vincenzo Mastropirro proporrà al pubblico una lettura delle intense note di copertina scritte dal sociologo Franco Cassano, dedicate ai musicisti che hanno scelto di restare nel Sud, continuando a produrre cultura e bellezza nonostante le difficoltà. Un testo di straordinaria attualità che offrirà una riflessione sul significato della resistenza culturale e sul valore delle radici come motore di innovazione.
A condurre la serata sarà la giornalista di Repubblica Fiorella Sassanelli.
Con questo appuntamento il Beat Onto Jazz Festival celebra il prestigioso traguardo della venticinquesima edizione scegliendo di concludere il proprio percorso con uno spettacolo che racchiude perfettamente la sua identità: il dialogo tra memoria e futuro, tra tradizione e sperimentazione, tra il linguaggio universale del jazz e una delle espressioni culturali più autentiche della Puglia. Una chiusura che rende omaggio non solo a un grande musicista, ma a un'intera comunità sonora che continua a raccontare il territorio attraverso la forza della musica.
A partire dalle 19, sarà possibile ripercorrere i 25 anni di festival grazie alla mostra fotografica allestita nel Sancti Nicolai Convivium, accanto alla Cattedrale.
Quest'anno più che mai, il Jazz Festival bitontino punta ad unire musica e arte, grazie alla collaborazione con il Museo Diocesano, con il Museo Archeologico "De Palo-Ungaro" e con la Galleria Nazionale della Puglia "Girolamo e Rosaria Devanna"; quest'ultima rende fruibili in orari ampliati e con altre specifiche agevolazioni le proprie esposizioni durante le giornate del Jazz Festival. Alle 18, appuntamento con la mostra "Beatrice Woods. La tavolozza della vita", a cura dei Servizi Educativi.