Santi Medici, una tradizione che si rinnova: i pellegrini in cammino verso Bitonto
Da Palombaio a Palo, passando per Giovinazzo, Molfetta e Terlizzi: anche quest’anno tanti devoti raggiungono la Basilica per la festa esterna di Cosma e Damiano
sabato 17 ottobre 2026
La terza domenica d'ottobre, quando la città dorme e le strade sono ancora avvolte dal silenzio, c'è chi si mette in cammino verso Bitonto. Il passo è lento, la meta è chiara: la Basilica-Santuario dei Santi Medici, dove ogni anno migliaia di fedeli si ritrovano per rendere omaggio a Cosma e Damiano. Un viaggio che, per alcuni, comincia nel cuore della notte e che va ben oltre la distanza da percorrere. È un gesto di fede, una promessa da mantenere, un ringraziamento per una grazia ricevuta o una richiesta da affidare alla protezione dei due santi.
Il pellegrinaggio verso Bitonto conserva così il suo valore più profondo. Cambiano le abitudini, i mezzi utilizzati e, in parte, anche il numero di chi sceglie di raggiungere la città a piedi. Ma la devozione continua a richiamare persone da numerosi centri della Puglia e da diverse località del Mezzogiorno, in particolare da Campania, Molise, Basilicata e Abruzzo. Migliaia di pellegrini arrivano in città per la festa esterna, in auto, con pullman organizzati o seguendo ancora l'antica tradizione del cammino notturno.
La scelta di raggiungere Bitonto a piedi è, oggi, decisamente meno diffusa rispetto al passato. Molti fedeli preferiscono spostarsi in auto o affidarsi ai viaggi organizzati, ma resiste una rete di piccoli e grandi gruppi che, nelle ore più buie, si ritrova per affrontare il percorso verso la Basilica. Sono soprattutto i centri più vicini a custodire questa consuetudine: Palombaio e Mariotto, ma anche Palo del Colle, Giovinazzo, Molfetta e Terlizzi.
A Palombaio, per esempio, anche quest'anno un nutrito gruppo di devoti partirà intorno alle 2.30. Un orario che restituisce la misura del sacrificio richiesto dal pellegrinaggio, affrontato spesso con il freddo della notte e la stanchezza di un percorso che diventa parte integrante della preghiera. Alcuni pellegrini portano con sé anche ceri votivi, segni tangibili di una devozione che si esprime attraverso gesti tramandati nel tempo.
Non si tratta soltanto di arrivare a destinazione. Camminare insieme significa condividere una fatica, sostenersi reciprocamente e prepararsi spiritualmente all'incontro con le immagini dei santi. Ogni passo assume un significato personale: c'è chi scioglie un voto, chi ringrazia per un momento difficile superato, chi chiede aiuto per sé o per i propri cari. E c'è chi torna ogni anno, quasi a rinnovare un appuntamento che appartiene alla propria storia familiare.
Il legame tra Bitonto e i centri vicini si manifesta anche attraverso iniziative che accompagnano e sostengono i pellegrini. A Palo del Colle, la Confraternita di San Rocco ha annunciato per domenica 18 ottobre un'apertura straordinaria della propria chiesa, dalle ore 4.30 alle 7.00. L'obiettivo è offrire a quanti raggiungeranno a piedi la vicina Bitonto un luogo in cui fermarsi, riposare e raccogliersi in preghiera davanti alle immagini dei Santi Medici. Un gesto che racconta una vicinanza antica, fatta di fede condivisa e di un legame che da secoli unisce le due comunità. La sosta nella chiesa di San Rocco diventa così una tappa spirituale del viaggio, prima di riprendere il cammino verso la Basilica.
Anche da Molfetta si rinnova la partecipazione alla festa bitontina. La parrocchia di San Gennaro e l'associazione Santi Medici di Molfetta organizzano il pellegrinaggio in occasione della processione, confermando quanto la devozione a Cosma e Damiano continui a superare i confini della singola città.
Particolarmente numerosa è anche la comunità di Bisceglie che raggiunge Bitonto. Giovedì 15 ottobre, al termine della celebrazione eucaristica presieduta da don Franco Di Liddo, i pellegrini hanno ricevuto una benedizione in vista del cammino e della partecipazione alla festa. Un momento che precede il viaggio e che ne sottolinea il significato religioso: partire non soltanto per raggiungere un santuario, ma per vivere un'esperienza di fede.
Le motivazioni che spingono i devoti verso Bitonto sono diverse, ma si ritrovano in un sentimento comune. Per alcuni il pellegrinaggio è legato a una grazia ricevuta, per altri è una promessa formulata in un momento di difficoltà. C'è chi affida ai Santi Medici la salute di un familiare, chi chiede protezione per i propri figli e chi cerca conforto davanti a una preoccupazione che non trova risposte.
In questo contesto, la distanza percorsa e il mezzo scelto passano in secondo piano. C'è chi affronta chilometri a piedi e chi arriva in pullman, chi si mette in viaggio da solo e chi condivide l'esperienza con la propria comunità parrocchiale. Il senso del pellegrinaggio resta lo stesso: raggiungere i Santi Medici per affidare loro una preghiera, rinnovare una promessa o esprimere gratitudine.
È in queste partenze silenziose che si riconosce una delle espressioni più autentiche della festa dei Santi Medici. Un cammino che non promette risposte immediate, ma offre a chi lo affronta il tempo della riflessione, la forza della condivisione e la possibilità di affidare a Cosma e Damiano ciò che porta nel cuore.
Domani, 18 ottobre, Bitonto tornerà ad accogliere migliaia di devoti. Molti arriveranno con i mezzi di trasporto, altri continueranno a percorrere a piedi le strade che conducono alla città. Cambierà il modo di raggiungere la meta, non il motivo del viaggio: ritrovarsi davanti ai Santi Medici, rinnovare una fede personale e sentirsi parte di una devozione popolare che, da secoli, unisce Bitonto a tante comunità del Sud Italia.
Il pellegrinaggio verso Bitonto conserva così il suo valore più profondo. Cambiano le abitudini, i mezzi utilizzati e, in parte, anche il numero di chi sceglie di raggiungere la città a piedi. Ma la devozione continua a richiamare persone da numerosi centri della Puglia e da diverse località del Mezzogiorno, in particolare da Campania, Molise, Basilicata e Abruzzo. Migliaia di pellegrini arrivano in città per la festa esterna, in auto, con pullman organizzati o seguendo ancora l'antica tradizione del cammino notturno.
La scelta di raggiungere Bitonto a piedi è, oggi, decisamente meno diffusa rispetto al passato. Molti fedeli preferiscono spostarsi in auto o affidarsi ai viaggi organizzati, ma resiste una rete di piccoli e grandi gruppi che, nelle ore più buie, si ritrova per affrontare il percorso verso la Basilica. Sono soprattutto i centri più vicini a custodire questa consuetudine: Palombaio e Mariotto, ma anche Palo del Colle, Giovinazzo, Molfetta e Terlizzi.
A Palombaio, per esempio, anche quest'anno un nutrito gruppo di devoti partirà intorno alle 2.30. Un orario che restituisce la misura del sacrificio richiesto dal pellegrinaggio, affrontato spesso con il freddo della notte e la stanchezza di un percorso che diventa parte integrante della preghiera. Alcuni pellegrini portano con sé anche ceri votivi, segni tangibili di una devozione che si esprime attraverso gesti tramandati nel tempo.
Non si tratta soltanto di arrivare a destinazione. Camminare insieme significa condividere una fatica, sostenersi reciprocamente e prepararsi spiritualmente all'incontro con le immagini dei santi. Ogni passo assume un significato personale: c'è chi scioglie un voto, chi ringrazia per un momento difficile superato, chi chiede aiuto per sé o per i propri cari. E c'è chi torna ogni anno, quasi a rinnovare un appuntamento che appartiene alla propria storia familiare.
Il legame tra Bitonto e i centri vicini si manifesta anche attraverso iniziative che accompagnano e sostengono i pellegrini. A Palo del Colle, la Confraternita di San Rocco ha annunciato per domenica 18 ottobre un'apertura straordinaria della propria chiesa, dalle ore 4.30 alle 7.00. L'obiettivo è offrire a quanti raggiungeranno a piedi la vicina Bitonto un luogo in cui fermarsi, riposare e raccogliersi in preghiera davanti alle immagini dei Santi Medici. Un gesto che racconta una vicinanza antica, fatta di fede condivisa e di un legame che da secoli unisce le due comunità. La sosta nella chiesa di San Rocco diventa così una tappa spirituale del viaggio, prima di riprendere il cammino verso la Basilica.
Anche da Molfetta si rinnova la partecipazione alla festa bitontina. La parrocchia di San Gennaro e l'associazione Santi Medici di Molfetta organizzano il pellegrinaggio in occasione della processione, confermando quanto la devozione a Cosma e Damiano continui a superare i confini della singola città.
Particolarmente numerosa è anche la comunità di Bisceglie che raggiunge Bitonto. Giovedì 15 ottobre, al termine della celebrazione eucaristica presieduta da don Franco Di Liddo, i pellegrini hanno ricevuto una benedizione in vista del cammino e della partecipazione alla festa. Un momento che precede il viaggio e che ne sottolinea il significato religioso: partire non soltanto per raggiungere un santuario, ma per vivere un'esperienza di fede.
Le motivazioni che spingono i devoti verso Bitonto sono diverse, ma si ritrovano in un sentimento comune. Per alcuni il pellegrinaggio è legato a una grazia ricevuta, per altri è una promessa formulata in un momento di difficoltà. C'è chi affida ai Santi Medici la salute di un familiare, chi chiede protezione per i propri figli e chi cerca conforto davanti a una preoccupazione che non trova risposte.
In questo contesto, la distanza percorsa e il mezzo scelto passano in secondo piano. C'è chi affronta chilometri a piedi e chi arriva in pullman, chi si mette in viaggio da solo e chi condivide l'esperienza con la propria comunità parrocchiale. Il senso del pellegrinaggio resta lo stesso: raggiungere i Santi Medici per affidare loro una preghiera, rinnovare una promessa o esprimere gratitudine.
È in queste partenze silenziose che si riconosce una delle espressioni più autentiche della festa dei Santi Medici. Un cammino che non promette risposte immediate, ma offre a chi lo affronta il tempo della riflessione, la forza della condivisione e la possibilità di affidare a Cosma e Damiano ciò che porta nel cuore.
Domani, 18 ottobre, Bitonto tornerà ad accogliere migliaia di devoti. Molti arriveranno con i mezzi di trasporto, altri continueranno a percorrere a piedi le strade che conducono alla città. Cambierà il modo di raggiungere la meta, non il motivo del viaggio: ritrovarsi davanti ai Santi Medici, rinnovare una fede personale e sentirsi parte di una devozione popolare che, da secoli, unisce Bitonto a tante comunità del Sud Italia.