Riordino scolastico, la Giunta approva: cinque istituti e autonomia per le frazioni
La proposta dell'esecutivo cittadino sarà sottoposta alla Regione Puglia, alla quale spetta la decisione definitiva
mercoledì 28 ottobre 2026
Il riordino della rete scolastica di Bitonto compie un nuovo passo avanti. La Giunta comunale, nella giornata di ieri, ha approvato le «Linee di indirizzo per il dimensionamento scolastico, l'integrazione dell'offerta formativa per l'anno scolastico 2027/2028 e la programmazione dei poli per l'infanzia per il triennio 2027/2028-2029/2030», individuando nell'ipotesi "numero uno" il modello da proporre alla Regione Puglia per la riorganizzazione degli istituti del territorio.
Al centro della scelta dell'Amministrazione c'è la ridefinizione degli accorpamenti, con particolare attenzione all'autonomia scolastica delle frazioni di Palombaio e Mariotto, alla distribuzione degli alunni e alle prospettive legate alla logistica degli edifici e al calo demografico. Il piano individuato dall'esecutivo cittadino prevederebbe, quindi, la coesistenza di cinque realtà scolastiche: l'Istituto comprensivo «Modugno-Rutigliano-Rogadeo», l'Istituto comprensivo «Cassano-De Renzio-Caiati», il Circolo didattico «Fornelli», l'Istituto comprensivo «Sylos-Don Milani» e il nuovo Istituto comprensivo «Don Tonino Bello», destinato a riunire i plessi di Palombaio e Mariotto.
Secondo le stime contenute nell'atto, elaborate sulla base dell'attuale numero di alunni frequentanti il primo ciclo d'istruzione, il nuovo assetto determinerebbe una popolazione scolastica di 1.122 studenti per il «Modugno-Rutigliano-Rogadeo», 1.326 per il «Cassano-De Renzio-Caiati», 934 per il Circolo didattico «Fornelli», 867 per il «Sylos-Don Milani» e 418 per il nuovo comprensivo «Don Tonino Bello». Proprio quest'ultimo rappresenta uno degli elementi qualificanti della proposta: l'Amministrazione comunale, infatti, ritiene che l'autonomia delle scuole di Palombaio e Mariotto possa consentire alle due frazioni di dotarsi di uno strumento organizzativo dedicato, capace di valorizzarne le peculiarità territoriali e sociali.
Una scelta che, nelle intenzioni di Palazzo Gentile, dovrebbe trovare giustificazione anche nell'assetto del territorio e nel confronto sviluppato durante i tavoli istituzionali sul dimensionamento scolastico. L'eventuale istituzione del nuovo istituto comprensivo potrebbe essere sostenuta anche in deroga alle linee di indirizzo regionali, proprio in considerazione delle specificità delle due comunità.
Parallelamente, l'ipotesi contempla l'accorpamento della scuola «Caiati» all'istituto «Cassano-De Renzio». La delibera guarda, inoltre, alla possibilità di realizzare un nuovo punto di erogazione della scuola secondaria di primo grado nella zona occidentale di Bitonto, al quale associare successivamente il plesso scolastico «Cassano», come emerso nel corso della riunione dello scorso 22 ottobre.
Un intervento che si inserisce nella prospettiva di ridisegnare la rete scolastica anche in relazione alla distribuzione degli edifici e alle esigenze dei diversi quartieri. Tra gli obiettivi indicati dall'Amministrazione figura, difatti, la possibilità di rendere più agevole negli anni successivi il contenimento della popolazione scolastica entro la soglia dei 1.200 alunni per istituto, tenendo conto delle previsioni demografiche e delle condizioni logistiche. La stessa ipotesi individuata dalla Giunta, tuttavia, presenta già nel quadro numerico iniziale un istituto con 1.326 alunni («Cassano-De Renzio-Caiati», ndr): il limite indicato rappresenta, dunque, un obiettivo da perseguire nel tempo e non una condizione che risulterebbe già rispettata da tutte le realtà coinvolte.
La proposta non esaurisce, però, le possibilità prese in considerazione dall'Amministrazione. L'atto prevede infatti, in subordine, l'eventuale mantenimento dell'attuale organizzazione scolastica anche per l'anno 2027/2028. Una soluzione alternativa motivata dalla necessità di approfondire ulteriormente questioni considerate centrali, come la disponibilità e l'organizzazione degli edifici scolastici, il decremento demografico e la tutela dei posti di lavoro, tema più volte sollevato soprattutto dalle organizzazioni sindacali.
L'obiettivo, in questo caso, sarebbe arrivare a una riorganizzazione complessiva della rete condivisa dagli istituti del territorio e rispettosa delle prescrizioni regionali, evitando di procedere senza un confronto adeguato su tutte le ricadute del piano. La Giunta, in sostanza, ha individuato una direzione preferenziale, che però non esclude la possibilità di conservare temporaneamente l'assetto esistente qualora gli approfondimenti richiesti rendessero necessario più tempo per definire una soluzione condivisa.
La proposta della Giunta comunale guidata dal sindaco Ricci sarà ora sottoposta alla Regione Puglia, alla quale spetta la decisione definitiva sul dimensionamento della rete scolastica. Si tratta di un passaggio importante in una vicenda che nelle scorse settimane ha coinvolto amministrazione comunale, istituzioni scolastiche, famiglie, docenti e organizzazioni sindacali, con l'obiettivo di arrivare a una scelta capace di coniugare le esigenze organizzative con la tutela dei servizi educativi e delle specificità delle diverse comunità.
Al centro della scelta dell'Amministrazione c'è la ridefinizione degli accorpamenti, con particolare attenzione all'autonomia scolastica delle frazioni di Palombaio e Mariotto, alla distribuzione degli alunni e alle prospettive legate alla logistica degli edifici e al calo demografico. Il piano individuato dall'esecutivo cittadino prevederebbe, quindi, la coesistenza di cinque realtà scolastiche: l'Istituto comprensivo «Modugno-Rutigliano-Rogadeo», l'Istituto comprensivo «Cassano-De Renzio-Caiati», il Circolo didattico «Fornelli», l'Istituto comprensivo «Sylos-Don Milani» e il nuovo Istituto comprensivo «Don Tonino Bello», destinato a riunire i plessi di Palombaio e Mariotto.
Secondo le stime contenute nell'atto, elaborate sulla base dell'attuale numero di alunni frequentanti il primo ciclo d'istruzione, il nuovo assetto determinerebbe una popolazione scolastica di 1.122 studenti per il «Modugno-Rutigliano-Rogadeo», 1.326 per il «Cassano-De Renzio-Caiati», 934 per il Circolo didattico «Fornelli», 867 per il «Sylos-Don Milani» e 418 per il nuovo comprensivo «Don Tonino Bello». Proprio quest'ultimo rappresenta uno degli elementi qualificanti della proposta: l'Amministrazione comunale, infatti, ritiene che l'autonomia delle scuole di Palombaio e Mariotto possa consentire alle due frazioni di dotarsi di uno strumento organizzativo dedicato, capace di valorizzarne le peculiarità territoriali e sociali.
Una scelta che, nelle intenzioni di Palazzo Gentile, dovrebbe trovare giustificazione anche nell'assetto del territorio e nel confronto sviluppato durante i tavoli istituzionali sul dimensionamento scolastico. L'eventuale istituzione del nuovo istituto comprensivo potrebbe essere sostenuta anche in deroga alle linee di indirizzo regionali, proprio in considerazione delle specificità delle due comunità.
Parallelamente, l'ipotesi contempla l'accorpamento della scuola «Caiati» all'istituto «Cassano-De Renzio». La delibera guarda, inoltre, alla possibilità di realizzare un nuovo punto di erogazione della scuola secondaria di primo grado nella zona occidentale di Bitonto, al quale associare successivamente il plesso scolastico «Cassano», come emerso nel corso della riunione dello scorso 22 ottobre.
Un intervento che si inserisce nella prospettiva di ridisegnare la rete scolastica anche in relazione alla distribuzione degli edifici e alle esigenze dei diversi quartieri. Tra gli obiettivi indicati dall'Amministrazione figura, difatti, la possibilità di rendere più agevole negli anni successivi il contenimento della popolazione scolastica entro la soglia dei 1.200 alunni per istituto, tenendo conto delle previsioni demografiche e delle condizioni logistiche. La stessa ipotesi individuata dalla Giunta, tuttavia, presenta già nel quadro numerico iniziale un istituto con 1.326 alunni («Cassano-De Renzio-Caiati», ndr): il limite indicato rappresenta, dunque, un obiettivo da perseguire nel tempo e non una condizione che risulterebbe già rispettata da tutte le realtà coinvolte.
La proposta non esaurisce, però, le possibilità prese in considerazione dall'Amministrazione. L'atto prevede infatti, in subordine, l'eventuale mantenimento dell'attuale organizzazione scolastica anche per l'anno 2027/2028. Una soluzione alternativa motivata dalla necessità di approfondire ulteriormente questioni considerate centrali, come la disponibilità e l'organizzazione degli edifici scolastici, il decremento demografico e la tutela dei posti di lavoro, tema più volte sollevato soprattutto dalle organizzazioni sindacali.
L'obiettivo, in questo caso, sarebbe arrivare a una riorganizzazione complessiva della rete condivisa dagli istituti del territorio e rispettosa delle prescrizioni regionali, evitando di procedere senza un confronto adeguato su tutte le ricadute del piano. La Giunta, in sostanza, ha individuato una direzione preferenziale, che però non esclude la possibilità di conservare temporaneamente l'assetto esistente qualora gli approfondimenti richiesti rendessero necessario più tempo per definire una soluzione condivisa.
La proposta della Giunta comunale guidata dal sindaco Ricci sarà ora sottoposta alla Regione Puglia, alla quale spetta la decisione definitiva sul dimensionamento della rete scolastica. Si tratta di un passaggio importante in una vicenda che nelle scorse settimane ha coinvolto amministrazione comunale, istituzioni scolastiche, famiglie, docenti e organizzazioni sindacali, con l'obiettivo di arrivare a una scelta capace di coniugare le esigenze organizzative con la tutela dei servizi educativi e delle specificità delle diverse comunità.