Riordino scolastico, Fratelli d'Italia Bitonto incalza l'amministrazione comunale
La nota di Damascelli, Rossiello e Toscano
A decidere sulla riorganizzazione della rete scolastica cittadina è la Città Metropolitana di Bari, che ha dovuto assumere una posizione in assenza di una deliberazione del Comune di Bitonto.
È quanto emerge dai lavori del Consiglio Metropolitano di Bari del 14 ottobre, che ha approvato una deliberazione con proposte di riorganizzazione del primo ciclo d'istruzione nella nostra città. Una decisione che interviene sull'assetto degli istituti comprensivi perché il sindaco, la Giunta e la maggioranza di centrosinistra del Comune di Bitonto non hanno avuto il coraggio di assumersi le loro responsabilità.
Nel dettaglio, la proposta già approvata della Città Metropolitana prevede testualmente di:
"1. Scorporare dall'I.C. «Caiati-Don Tonino Bello» i plessi situati nelle frazioni di Palombaio-Mariotto, al fine di costituire un istituto comprensivo autonomo.
1. Garantire alla rimanente porzione dell'Istituto «Caiati», comprendente primaria e infanzia con Borgo San Francesco, Via Spinelli e plesso Marsala, un punto di erogazione di scuola secondaria di I grado presso il plesso edilizio attualmente denominato «De Renzio», con annessione del plesso «Modugno» di scuola primaria, da scorporare dall'I.C. «Rutigliano-Rogadeo».
2. Realizzare l'I.C. «Fornelli» mediante l'annessione della scuola secondaria di I grado «Sylos».
3. Mantenere I'I.C. «Cassano-De Renzio» con annessione dei punti di erogazione di scuola dell'infanzia Via Rossini, Via Palombaio e Arco Pinto e della scuola primaria «Don Milani», trasferendo nell'ambito del proprio territorio il punto di erogazione attualmente denominato «De Renzio»".
Il dato politico e amministrativo è inequivocabile: il Comune di Bitonto non ha trasmesso alcun atto deliberativo alla Città Metropolitana di Bari, che ha dovuto persino rimandare l'approvazione del piano prevista per il 6 ottobre, rinviandola al 14 ottobre proprio per concedere al nostro Comune, che era fuori termine, ulteriore tempo per esprimersi. Ma da Bitonto non è arrivata nessuna deliberazione e il Consiglio Metropolitano ha deliberato l'approvazione della sua proposta. E così, tutto è lasciato al caso.
Una mancanza grave, soprattutto considerando la normativa relativa alle scadenze del procedimento di riorganizzazione della rete scolastica, che, salvo eventuali proroghe, fissa il termine ultimo per l'approvazione dei piani regionali al 31 ottobre.
All'inizio della prossima settimana, è atteso il parere dell'Ufficio Scolastico Regionale, che sarà trasmesso alla Regione Puglia per consentire la definizione del piano regionale nei tempi previsti dalla legge entro fine mese.
Siamo, dunque, davanti a una situazione che non consente più rinvii. Il Comune di Bitonto può sfruttare l'ultima possibilità solo se approva e trasmette la propria proposta entro l'approvazione del piano dall'Ufficio Scolastico Regionale e dalla Regione Puglia. Adesso, il Comune di Bitonto, sentiti le comunità scolastiche, i dirigenti, le famiglie, i docenti, le parti sociali con la IV Commissione consiliare (come concordato nella Conferenza dei Capigruppo), esprima definitivamente una posizione chiara e formalizzi ufficialmente le proposte, approvando un atto deliberativo da trasmettere immediatamente all'Ufficio scolastico regionale alla Regione Puglia.
La scuola non può diventare vittima dell'indecisione politica. Bitonto, Palombaio e Mariotto non possono subire scelte calate dall'alto a causa di un'Amministrazione che non è stata capace di esprimere per tempo il proprio indirizzo.
Quando si governa una città, decidere è un dovere. E quando si decide di non farlo, le conseguenze ricadono sui cittadini, sulle famiglie e sul futuro dei nostri ragazzi.