Orgoglio Olivicolo: «15 ottobre conferenza Stato-Regioni, poi pronti a manifestare a Roma»
L’ultimatum, dunque, è stato spostato a giovedì. Dalla conferenza Stato-Regioni dovranno arrivare risposte concrete per il mondo agricolo
lunedì 12 ottobre 2026
15.30
"Il Prefetto di Bari Rosanna Riflesso, alla presenza dell'assessore regionale all'Agricoltura Francesco Paolicelli, stamattina ha ricevuto un'ampia delegazione di Orgoglio Olivicolo. Ci ha assicurato che le richieste del nostro comitato nazionale saranno portate all'attenzione del Governo in modo da essere discusse e valutarne l'attuazione giovedì 15 ottobre, nell'ambito della prevista conferenza Stato-Regioni. Ringraziamo il Prefetto per l'attenzione riservata alle istanze che oggi abbiamo portato in piazza assieme a olivicoltori, mondo delle cooperative e frantoiani provenienti da tutta la Puglia. Attenderemo l'esito della conferenza Stato-Regioni continuando la nostra mobilitazione e iniziando a organizzarci per portare la nostra protesta e le nostre ragioni a Roma con una grande manifestazione". A margine della manifestazione di stamattina e dell'incontro in Prefettura a Bari è Francesco Losito, portavoce di Orgoglio Olivicolo, a tirare le somme della giornata.
"MUOVETEVI". "I sindaci e i parlamentari pugliesi presenti in piazza assieme a noi, il Prefetto, l'assessore Paolicelli, tutti questa mattina hanno avuto modo di ascoltare le voci, le storie e la preoccupazione espresse con forza, ma con grande compostezza e dignità, dalle migliaia di donne e di uomini arrivati in piazza per manifestare e chiedere alle istituzioni di fare qualcosa, di prendere finalmente coscienza della crisi del comparto olivicolo-oleario e del rischio di vedere polverizzati 30mila posti di lavoro e l'enorme patrimonio rappresentato in Puglia da 16mila imprese, 720 frantoi, 60 milioni di piante d'ulivo". "Il tempo a disposizione è quasi scaduto. Da quelle persone arriva un appello accorato alle istituzioni: muovetevi!"
VERSO ROMA. L'ultimatum, dunque, è stato spostato a giovedì 15 ottobre. Dalla conferenza Stato-Regioni dovranno arrivare risposte concrete in ordine alla piattaforma di richieste presentate oggi in prefettura. La priorità assoluta resta il riconoscimento, da parte del Governo, dello stato di crisi del settore olivicolo e di tutto il comparto-agricoltura, con l'attivazione immediata dei provvedimenti conseguenziali a sostegno delle filiere.
Un altro punto qualificante delle richieste è l'attuazione di un piano straordinario di controlli anti-frode su scala nazionale vero e verificabile. Il mondo olivicolo, inoltre, si aspetta misure ad hoc di ritiro e stoccaggio del nuovo olio per sostenere il prezzo alla produzione così come previsto dalla normativa comunitaria e di sostegno finanziario per i frantoi. Serve inoltre che il DAO, il Documento elettronico di Accompagnamento Olivicolo, sia istituito e concretamente attuato in modo differente da quanto annunciato dal ministro Lollobrigida nei giorni scorsi, poiché così come prospettato dal governo non soddisfa richieste ed esigenze del mondo olivicolo.
"Del riarmo non ce ne importa nulla, il Governo non mandi al macero preziose risorse di noi contribuenti in carri armati e cannoni, piuttosto trovi e impegni le risorse necessarie per una serie di interventi che impediscano la chiusura e il fallimento di migliaia di aziende olivicole, di cooperative e frantoi che sono allo stremo, tra l'incudine dei folli rincari dei costi di produzione e il martello di un mercato olivicolo-oleario che ci sta ammazzando con prezzi da fame e corse al ribasso innescate da tonnellate di olio importato".
"MUOVETEVI". "I sindaci e i parlamentari pugliesi presenti in piazza assieme a noi, il Prefetto, l'assessore Paolicelli, tutti questa mattina hanno avuto modo di ascoltare le voci, le storie e la preoccupazione espresse con forza, ma con grande compostezza e dignità, dalle migliaia di donne e di uomini arrivati in piazza per manifestare e chiedere alle istituzioni di fare qualcosa, di prendere finalmente coscienza della crisi del comparto olivicolo-oleario e del rischio di vedere polverizzati 30mila posti di lavoro e l'enorme patrimonio rappresentato in Puglia da 16mila imprese, 720 frantoi, 60 milioni di piante d'ulivo". "Il tempo a disposizione è quasi scaduto. Da quelle persone arriva un appello accorato alle istituzioni: muovetevi!"
VERSO ROMA. L'ultimatum, dunque, è stato spostato a giovedì 15 ottobre. Dalla conferenza Stato-Regioni dovranno arrivare risposte concrete in ordine alla piattaforma di richieste presentate oggi in prefettura. La priorità assoluta resta il riconoscimento, da parte del Governo, dello stato di crisi del settore olivicolo e di tutto il comparto-agricoltura, con l'attivazione immediata dei provvedimenti conseguenziali a sostegno delle filiere.
Un altro punto qualificante delle richieste è l'attuazione di un piano straordinario di controlli anti-frode su scala nazionale vero e verificabile. Il mondo olivicolo, inoltre, si aspetta misure ad hoc di ritiro e stoccaggio del nuovo olio per sostenere il prezzo alla produzione così come previsto dalla normativa comunitaria e di sostegno finanziario per i frantoi. Serve inoltre che il DAO, il Documento elettronico di Accompagnamento Olivicolo, sia istituito e concretamente attuato in modo differente da quanto annunciato dal ministro Lollobrigida nei giorni scorsi, poiché così come prospettato dal governo non soddisfa richieste ed esigenze del mondo olivicolo.
"Del riarmo non ce ne importa nulla, il Governo non mandi al macero preziose risorse di noi contribuenti in carri armati e cannoni, piuttosto trovi e impegni le risorse necessarie per una serie di interventi che impediscano la chiusura e il fallimento di migliaia di aziende olivicole, di cooperative e frantoi che sono allo stremo, tra l'incudine dei folli rincari dei costi di produzione e il martello di un mercato olivicolo-oleario che ci sta ammazzando con prezzi da fame e corse al ribasso innescate da tonnellate di olio importato".