Manifestazione olivicoltori a Bitonto: ecco le ragioni profonde della protesta
La mobilitazione all’altezza dello svincolo Palombaio tra Bitonto e Terlizzi, presenti sindaci e rappresentanti istituzionali della Città metropolitana di Bari
lunedì 5 ottobre 2026
12.44
Centinaia di agricoltori, decine di famiglie: è il volto della protesta che nella mattinata di lunedì 5 ottobre ha interessato la SP 231, all'altezza dello svincolo Palombaio, dove il comparto agricolo e olivicolo si è mobilitato già all'alba, per richiamare l'attenzione sulle difficoltà che stanno mettendo a rischio la sostenibilità economica delle aziende.
Una protesta pacifica che ha portato anche al blocco dello svincolo e che ha coinvolto un territorio più ampio, con la presenza di agricoltori e rappresentanti istituzionali della Città metropolitana di Bari.
Tra le principali questioni sollevate dal comparto c'è quella del prezzo dell'olio, sceso – secondo quanto denunciato dagli agricoltori – da circa 9 a 4 euro al chilo, a fronte di costi di produzione che continuano a pesare sulle aziende. Nel mirino anche le importazioni di olio dalla Tunisia, che gli agricoltori contestano per l'arrivo sul mercato italiano di prodotto a prezzi che considerano particolarmente bassi, chiedendo maggiore tutela per la produzione locale e per la filiera olivicola del territorio. Un'altra questione sollevata riguarda la vendita delle olive agli oleifici del Nord, con la conseguente perdita di valore per la filiera locale.
Sul posto, in mattinata, sono arrivati anche diversi rappresentanti istituzionali. Presenti il sindaco di Bitonto, il sindaco di Terlizzi Michelangelo De Chirico, il sindaco di Ruvo di Puglia Ninni Chieco, l'assessore di Corato Diaferia e il presidente del Consiglio comunale di Toritto Rocco, è atteso anche un rappresentante istituzionale di Andria.
Il confronto con le istituzioni proseguirà nel pomeriggio. Alle ore 16, infatti, una delegazione dei manifestanti sarà ricevuta nella sala consiliare del Comune di Bitonto, dove formalizzerà le richieste del comparto agricolo. Le istanze saranno quindi trasmesse alla Regione Puglia e allo Stato, con l'obiettivo di portare la voce degli agricoltori sui tavoli decisionali.
Una protesta pacifica che ha portato anche al blocco dello svincolo e che ha coinvolto un territorio più ampio, con la presenza di agricoltori e rappresentanti istituzionali della Città metropolitana di Bari.
Tra le principali questioni sollevate dal comparto c'è quella del prezzo dell'olio, sceso – secondo quanto denunciato dagli agricoltori – da circa 9 a 4 euro al chilo, a fronte di costi di produzione che continuano a pesare sulle aziende. Nel mirino anche le importazioni di olio dalla Tunisia, che gli agricoltori contestano per l'arrivo sul mercato italiano di prodotto a prezzi che considerano particolarmente bassi, chiedendo maggiore tutela per la produzione locale e per la filiera olivicola del territorio. Un'altra questione sollevata riguarda la vendita delle olive agli oleifici del Nord, con la conseguente perdita di valore per la filiera locale.
Sul posto, in mattinata, sono arrivati anche diversi rappresentanti istituzionali. Presenti il sindaco di Bitonto, il sindaco di Terlizzi Michelangelo De Chirico, il sindaco di Ruvo di Puglia Ninni Chieco, l'assessore di Corato Diaferia e il presidente del Consiglio comunale di Toritto Rocco, è atteso anche un rappresentante istituzionale di Andria.
Il confronto con le istituzioni proseguirà nel pomeriggio. Alle ore 16, infatti, una delegazione dei manifestanti sarà ricevuta nella sala consiliare del Comune di Bitonto, dove formalizzerà le richieste del comparto agricolo. Le istanze saranno quindi trasmesse alla Regione Puglia e allo Stato, con l'obiettivo di portare la voce degli agricoltori sui tavoli decisionali.