Lavori piazza Moro, Natilla: «Rischio revoca del finanziamento. Finiranno entro 30 giugno?»
Il consigliere di opposizione: «Un anno di inerzia che oggi pesa come un macigno sulla scadenza PNRR»
domenica 1 febbraio 2026
08.20
Continuano ad essere al centro del dibattito cittadino i lavori di rigenerazione urbana di piazza Aldo Moro e via Repubblica italiana: uno dei cantieri più delicati e strategici per il futuro del centro cittadino. A sollevare nuovi interrogativi è il consigliere comunale Franco Natilla (I Riformisti - Fronte del Lavoro), che in un intervento pubblico ha espresso forti perplessità sui tempi di realizzazione dell'opera e sulla gestione complessiva del progetto.
Il cantiere è ufficialmente aperto, ma secondo Natilla resta una domanda centrale: «Sarà davvero possibile rispettare la scadenza del 30 giugno 2026, termine ultimo imposto dal PNRR per la conclusione dei lavori?»
Un interrogativo tutt'altro che secondario, alla luce – sostiene il consigliere – di ritardi accumulati nella fase preparatoria. In particolare, Natilla evidenzia come l'affidamento della Direzione Lavori sarebbe potuto avvenire già a marzo 2025, mentre si è invece arrivati solo a metà gennaio 2026. «Un anno di inerzia – sottolinea – che oggi pesa come un macigno sulla tempistica finale».
Il timore espresso è chiaro: il mancato rispetto dei termini potrebbe comportare la revoca del finanziamento, con conseguenze pesantissime per la città. Uno scenario che apre a possibili interrogativi inquietanti: cosa accadrebbe in caso di stop ai fondi? I lavori verrebbero sospesi lasciando piazza Moro e via Repubblica come un'enorme incompiuta nel cuore di Bitonto?
«Bitonto non può permettersi un disastro del genere per colpa di una programmazione lenta e approssimativa», afferma Natilla.
Accanto al nodo dei tempi, Natilla richiama l'attenzione su un altro aspetto cruciale: la questione parcheggi. Il progetto, infatti, prevede la soppressione di numerosi stalli di sosta, ma – denuncia il consigliere – «ad oggi non è dato sapere quali siano le contromisure dell'Amministrazione». «Dove parcheggeranno i residenti e chi frequenta il centro? Quali aree alternative sono state individuate?», chiede il consigliere di opposizione.
Da qui la richiesta di maggiore trasparenza. Secondo Natilla, i cittadini hanno il diritto di conoscere il progetto esecutivo aggiornato, comprensivo delle prescrizioni della Soprintendenza, per comprendere nel dettaglio come cambieranno viabilità e assetto urbano. «Non si può procedere per tentativi – conclude – sulla pelle dei commercianti e degli abitanti».
Il cantiere è ufficialmente aperto, ma secondo Natilla resta una domanda centrale: «Sarà davvero possibile rispettare la scadenza del 30 giugno 2026, termine ultimo imposto dal PNRR per la conclusione dei lavori?»
Un interrogativo tutt'altro che secondario, alla luce – sostiene il consigliere – di ritardi accumulati nella fase preparatoria. In particolare, Natilla evidenzia come l'affidamento della Direzione Lavori sarebbe potuto avvenire già a marzo 2025, mentre si è invece arrivati solo a metà gennaio 2026. «Un anno di inerzia – sottolinea – che oggi pesa come un macigno sulla tempistica finale».
Il timore espresso è chiaro: il mancato rispetto dei termini potrebbe comportare la revoca del finanziamento, con conseguenze pesantissime per la città. Uno scenario che apre a possibili interrogativi inquietanti: cosa accadrebbe in caso di stop ai fondi? I lavori verrebbero sospesi lasciando piazza Moro e via Repubblica come un'enorme incompiuta nel cuore di Bitonto?
«Bitonto non può permettersi un disastro del genere per colpa di una programmazione lenta e approssimativa», afferma Natilla.
Accanto al nodo dei tempi, Natilla richiama l'attenzione su un altro aspetto cruciale: la questione parcheggi. Il progetto, infatti, prevede la soppressione di numerosi stalli di sosta, ma – denuncia il consigliere – «ad oggi non è dato sapere quali siano le contromisure dell'Amministrazione». «Dove parcheggeranno i residenti e chi frequenta il centro? Quali aree alternative sono state individuate?», chiede il consigliere di opposizione.
Da qui la richiesta di maggiore trasparenza. Secondo Natilla, i cittadini hanno il diritto di conoscere il progetto esecutivo aggiornato, comprensivo delle prescrizioni della Soprintendenza, per comprendere nel dettaglio come cambieranno viabilità e assetto urbano. «Non si può procedere per tentativi – conclude – sulla pelle dei commercianti e degli abitanti».