La processione solenne illumina la notte del Venerdì santo - FOTO
Un antico rito che si è rinnovato anche quest'anno nel Venerdì santo
sabato 4 aprile 2026
4.54
Emozione, fede e tradizione: queste le tre parole che hanno caratterizzato il Venerdì santo a Bitonto. Dopo la processione dei Misteri della mattina, ieri Bitonto ha rinnovato il secondo grande appuntamento della giornata: attorno alle ore 18, dalla chiesa del Purgatorio, è partita la solenne processione, nota anche come "processione di Gala", organizzata dall'Arciconfraternita Santa Maria del Suffragio. Fondata ufficialmente con bolla papale del 4 gennaio 1629 da Papa Urbano VIII, la Confraternita affonda le sue radici nella profonda devozione della comunità locale verso la Passione di Cristo.
Nei suggestivi vicoli del centro antico, e in alcune strade tangenti le vecchie mura, hanno sfilato le immagini della Culla del Cristo morto, della Vergine Addolorata, della Croce con i segni della passione, la copia autentica della Sacra Sindone realizzata nel 1646 a Torino e - soprattutto - il Legno Santo, immagine floreale che si rinnova ogni anno ad opera degli artigiani bitontini, al cui interno sono custoditi due frammenti della una croce di Cristo. La culla (in dialetto la "naca") è stata realizzata a Napoli nel 1880 da Raffaele Vitolo in legno intarsiato rosso adornato di putti e fiori dorati che sorreggono la statua del Cristo morto.
Momento particolarmente affascinante e coinvolgente, come al solito, il passaggio notturno delle immagini da via De Ilderis, via Matteotti e piazza Aldo Moro con tutte le luci artificiali spente e la città illuminata dalle sole fiamme dei bracieri posizionati lungo il perimetro delle strade.
Nei suggestivi vicoli del centro antico, e in alcune strade tangenti le vecchie mura, hanno sfilato le immagini della Culla del Cristo morto, della Vergine Addolorata, della Croce con i segni della passione, la copia autentica della Sacra Sindone realizzata nel 1646 a Torino e - soprattutto - il Legno Santo, immagine floreale che si rinnova ogni anno ad opera degli artigiani bitontini, al cui interno sono custoditi due frammenti della una croce di Cristo. La culla (in dialetto la "naca") è stata realizzata a Napoli nel 1880 da Raffaele Vitolo in legno intarsiato rosso adornato di putti e fiori dorati che sorreggono la statua del Cristo morto.
Momento particolarmente affascinante e coinvolgente, come al solito, il passaggio notturno delle immagini da via De Ilderis, via Matteotti e piazza Aldo Moro con tutte le luci artificiali spente e la città illuminata dalle sole fiamme dei bracieri posizionati lungo il perimetro delle strade.