"In-Tessere", il progetto della Cooperativa Zip.H per assistere i caregiver
Il progetto mette al centro la salute psicofisica di famiglie e caregiver per contrastare stress, carico emotivo e isolamento sociale
domenica 20 settembre 2026
Promuovere il benessere psicologico, emotivo e relazionale di chi assiste un familiare disabile, cercando di aiutarlo ad affrontare la sofferenza che spesso ne deriva attraverso lo sviluppo di risposte emotive, comportamentali e fisiologiche più funzionali.
È lo scopo del progetto "In-Tessere", presentato venerdì 18 settembre a Bitonto, presso l'ex istituto Maria Cristina di Savoia, sede della cooperativa Zip.H, che ha ospitato il terzo ed ultimo appuntamento estivo con il "Bar-n-out", il bar gestito da ragazzi con disabilità ospiti della struttura.
Un evento ideato come un momento di condivisione e saluto all'estate, ma che è stato l'occasione per presentare ufficialmente il servizio di psicoterapia "In-Tessere", in partenza ad ottobre al fine di sostenere chi affronta quotidianamente le dure sfide dell'assistenza a familiari con disabilità. Un'attività che comporta spesso un forte sovraccarico emotivo e fisico e uno stress cronico che incide negativamente non solo sull'umore, ma sull'intera salute generale della persona.
La Cooperativa Sociale Zip.h intende rispondere a questo bisogno concreto, mettendo al centro del percorso la salute e il benessere psicofisico dei caregiver, dei loro nuclei familiari e delle stesse persone con disabilità, laddove ne sussistano le capacità e i requisiti.
All'incontro sono state presenti la dottoressa Rosa De Salvo e la dottoressa Anita Stefanachi, psicologhe e psicoterapeute, responsabili del progetto.
«Prendersi cura dei familiari e dei caregiver è fondamentale per evitare che il peso dell'assistenza finisca per isolarli o soffocare le loro relazioni – sottolinea la dottoressa De Salvo - Il progetto "In-Tessere" nasce proprio dall'ascolto quotidiano delle famiglie, dalle loro fatiche e dall'amore che mettono in questo percorso. Il termine stesso richiama l'idea di ricucire e ricostruire: il nostro scopo è contribuire a riannodare quella rete sociale e quel tessuto emotivo che il carico della cura, con il tempo, tende a sfilacciare. Sappiamo bene come l'insorgere di una disabilità trasformi radicalmente l'esistenza di un nucleo familiare, costringendo spesso i caregiver a mettere da parte i propri progetti, i propri spazi e i propri bisogni per dedicarsi interamente al caro assistito».
«Il principio cardine del nostro intervento è che il benessere di chi cura rappresenta il presupposto stesso della cura. Nutrire le proprie risorse personali non è una forma di egoismo, ma il primo passo necessario per offrire un sostegno efficace e sostenibile nel tempo - prosegue -. Quando il serbatoio emotivo si svuota, diventa infatti impossibile continuare a dare. Attraverso strategie e percorsi mirati puntiamo alla riduzione dello stress, al ripristino dell'equilibrio psicofisico e al miglioramento della sfera emotiva, fornendo alle famiglie strumenti utili per decodificare meglio le esigenze dei propri cari e rafforzare la qualità della relazione. Un ulteriore traguardo prioritario è il contrasto all'isolamento sociale, prevenendo la fragilità relazionale che l'eccessivo carico assistenziale rischia di generare. Il servizio si rivolge ai caregiver, alle famiglie, alle persone con disabilità, nonché a soggetti con disturbi specifici dell'apprendimento o bisogni educativi speciali. Con questo progetto, la cooperativa apre le porte sia alle famiglie che già segue sia all'intero territorio, offrendo un punto di riferimento per far sì che nessuno debba più sentirsi solo».
È lo scopo del progetto "In-Tessere", presentato venerdì 18 settembre a Bitonto, presso l'ex istituto Maria Cristina di Savoia, sede della cooperativa Zip.H, che ha ospitato il terzo ed ultimo appuntamento estivo con il "Bar-n-out", il bar gestito da ragazzi con disabilità ospiti della struttura.
Un evento ideato come un momento di condivisione e saluto all'estate, ma che è stato l'occasione per presentare ufficialmente il servizio di psicoterapia "In-Tessere", in partenza ad ottobre al fine di sostenere chi affronta quotidianamente le dure sfide dell'assistenza a familiari con disabilità. Un'attività che comporta spesso un forte sovraccarico emotivo e fisico e uno stress cronico che incide negativamente non solo sull'umore, ma sull'intera salute generale della persona.
La Cooperativa Sociale Zip.h intende rispondere a questo bisogno concreto, mettendo al centro del percorso la salute e il benessere psicofisico dei caregiver, dei loro nuclei familiari e delle stesse persone con disabilità, laddove ne sussistano le capacità e i requisiti.
All'incontro sono state presenti la dottoressa Rosa De Salvo e la dottoressa Anita Stefanachi, psicologhe e psicoterapeute, responsabili del progetto.
«Prendersi cura dei familiari e dei caregiver è fondamentale per evitare che il peso dell'assistenza finisca per isolarli o soffocare le loro relazioni – sottolinea la dottoressa De Salvo - Il progetto "In-Tessere" nasce proprio dall'ascolto quotidiano delle famiglie, dalle loro fatiche e dall'amore che mettono in questo percorso. Il termine stesso richiama l'idea di ricucire e ricostruire: il nostro scopo è contribuire a riannodare quella rete sociale e quel tessuto emotivo che il carico della cura, con il tempo, tende a sfilacciare. Sappiamo bene come l'insorgere di una disabilità trasformi radicalmente l'esistenza di un nucleo familiare, costringendo spesso i caregiver a mettere da parte i propri progetti, i propri spazi e i propri bisogni per dedicarsi interamente al caro assistito».
«Il principio cardine del nostro intervento è che il benessere di chi cura rappresenta il presupposto stesso della cura. Nutrire le proprie risorse personali non è una forma di egoismo, ma il primo passo necessario per offrire un sostegno efficace e sostenibile nel tempo - prosegue -. Quando il serbatoio emotivo si svuota, diventa infatti impossibile continuare a dare. Attraverso strategie e percorsi mirati puntiamo alla riduzione dello stress, al ripristino dell'equilibrio psicofisico e al miglioramento della sfera emotiva, fornendo alle famiglie strumenti utili per decodificare meglio le esigenze dei propri cari e rafforzare la qualità della relazione. Un ulteriore traguardo prioritario è il contrasto all'isolamento sociale, prevenendo la fragilità relazionale che l'eccessivo carico assistenziale rischia di generare. Il servizio si rivolge ai caregiver, alle famiglie, alle persone con disabilità, nonché a soggetti con disturbi specifici dell'apprendimento o bisogni educativi speciali. Con questo progetto, la cooperativa apre le porte sia alle famiglie che già segue sia all'intero territorio, offrendo un punto di riferimento per far sì che nessuno debba più sentirsi solo».