Il 28 marzo al Teatro Traetta lo spettacolo "Pupazzi di Latte"
Scritto e diretto da Anna Antonino, vede al centro della scena cinque ex internati
martedì 17 marzo 2026
Sabato 28 marzo, alle ore 20, il Teatro Traetta di Bitonto ospita "Pupazzi di Latte", spettacolo scritto e diretto da Anna Antonino, produzione Articolo 4 Teatri – Roma. Al centro della scena ci sono cinque ex internati, uomini e donne che dopo la chiusura dei manicomi si ritrovano a vivere insieme in una casa-famiglia.
La libertà tanto attesa si rivela però fragile e difficile da abitare. Attraverso dialoghi serrati, momenti di ironia e improvvise fratture emotive, lo spettacolo costruisce un racconto teatrale intenso in cui il confine tra normalità e follia diventa sempre più sottile. La drammaturgia restituisce con forza e delicatezza la dimensione umana dei personaggi: vite fragili, spesso invisibili, che cercano un nuovo equilibrio fuori dalle istituzioni totali.
Ne nasce uno spettacolo di grande impatto emotivo che invita lo spettatore a interrogarsi sul significato della cura, dell'identità e dell'ascolto dell'altro. Alla fine resta sospesa una domanda semplice e universale: "E tu come stai?" La critica ha scritto "Uno spettacolo intenso e necessario, capace di affrontare con delicatezza e profondità il tema della salute mentale e della libertà." "Un lavoro teatrale di grande sensibilità umana, dove ironia e fragilità convivono in un equilibrio scenico sorprendente." "Un linguaggio teatrale contemporaneo che riesce a parlare al pubblico con forza e autenticità."
La libertà tanto attesa si rivela però fragile e difficile da abitare. Attraverso dialoghi serrati, momenti di ironia e improvvise fratture emotive, lo spettacolo costruisce un racconto teatrale intenso in cui il confine tra normalità e follia diventa sempre più sottile. La drammaturgia restituisce con forza e delicatezza la dimensione umana dei personaggi: vite fragili, spesso invisibili, che cercano un nuovo equilibrio fuori dalle istituzioni totali.
Ne nasce uno spettacolo di grande impatto emotivo che invita lo spettatore a interrogarsi sul significato della cura, dell'identità e dell'ascolto dell'altro. Alla fine resta sospesa una domanda semplice e universale: "E tu come stai?" La critica ha scritto "Uno spettacolo intenso e necessario, capace di affrontare con delicatezza e profondità il tema della salute mentale e della libertà." "Un lavoro teatrale di grande sensibilità umana, dove ironia e fragilità convivono in un equilibrio scenico sorprendente." "Un linguaggio teatrale contemporaneo che riesce a parlare al pubblico con forza e autenticità."