Svuota cassaforte in un appartamento, ladro incastrato dal suo Dna
L'uomo, un 32enne già ai domiciliari, è finito in carcere. Tradito dalle tracce lasciate su un guanto dimenticato in casa
martedì 3 febbraio 2026
14.39
Colpo grosso (anche una pistola) in un'abitazione di Bitonto, ma grazie all'analisi del Dna su un frammento di guanto il giallo è stato risolto. La Polizia di Stato ha infatti arrestato il 32enne Lorenzo Pantaleo, in esecuzione di una misura cautelare del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari, Antonella Cafagna.
Le indagini degli agenti del Commissariato di P.S. erano partite dopo un furto, messo a segno fra il 19 e il 20 ottobre 2024, in un'abitazione in via Chiancariello. In quella circostanza, l'uomo, utilizzando una fiamma ossidrica, sarebbe riuscito a sventrare una cassaforte sottraendo una pistola semi-automatica Beretta calibro 7.65 con 2 caricatori e circa 50 cartucce, tre anelli in oro, un paio di orecchini, una catenina in oro, all'incirca 100 euro in contanti e 20 lattine di olio Evo da 5 litri.
Sul luogo del delitto fu rinvenuto un dito di guanto da lavoro, dal quale, attraverso le analisi di laboratorio del Dipartimento per la Polizia Scientifica e la Sicurezza di Roma, è stato possibile isolare un profilo genetico compatibile con quello del sospettato, con precedenti di polizia. L'uomo, infatti, è «un membro della famiglia dei Montereale, dediti principalmente ai furti in abitazione, soggetti conosciuti per la loro pericolosità in quanto intranei pure alla criminalità organizzata di Bari».
Il 32enne, già ai domiciliari con l'accusa di riciclaggio di autovetture, dopo l'interrogatorio preventivo in cui si è avvalso della facoltà di non rispondere - è assistito dall'avvocato Giuseppe Galliani -, è stato portato nel penitenziario di Bari. È accusato di furto aggravato in abitazione e porto illegale di arma comune da sparo.
Le indagini degli agenti del Commissariato di P.S. erano partite dopo un furto, messo a segno fra il 19 e il 20 ottobre 2024, in un'abitazione in via Chiancariello. In quella circostanza, l'uomo, utilizzando una fiamma ossidrica, sarebbe riuscito a sventrare una cassaforte sottraendo una pistola semi-automatica Beretta calibro 7.65 con 2 caricatori e circa 50 cartucce, tre anelli in oro, un paio di orecchini, una catenina in oro, all'incirca 100 euro in contanti e 20 lattine di olio Evo da 5 litri.
Sul luogo del delitto fu rinvenuto un dito di guanto da lavoro, dal quale, attraverso le analisi di laboratorio del Dipartimento per la Polizia Scientifica e la Sicurezza di Roma, è stato possibile isolare un profilo genetico compatibile con quello del sospettato, con precedenti di polizia. L'uomo, infatti, è «un membro della famiglia dei Montereale, dediti principalmente ai furti in abitazione, soggetti conosciuti per la loro pericolosità in quanto intranei pure alla criminalità organizzata di Bari».
Il 32enne, già ai domiciliari con l'accusa di riciclaggio di autovetture, dopo l'interrogatorio preventivo in cui si è avvalso della facoltà di non rispondere - è assistito dall'avvocato Giuseppe Galliani -, è stato portato nel penitenziario di Bari. È accusato di furto aggravato in abitazione e porto illegale di arma comune da sparo.