Accusato di aver raggirato due anziani per 400mila euro: condannato un 61enne
L'uomo, accusato di circonvenzione di incapace continuata, avrebbe ottenuto bonifici, contanti e la donazione di un immobile
martedì 20 ottobre 2026
8.13
È stato condannato per aver manipolato due coniugi di Bitonto e mettere le mani sui loro soldi: questo il reato, circonvenzione d'incapace, oltre ad autoriciclaggio continuato, per cui il giudice del Tribunale di Bari, Simona Rubino, ha condannato a 3 anni e 6 mesi, oltre a una multa di 15.000 euro, il 61enne Giuseppe Sicolo.
La querela racconta vicende risalenti al 2010, anche se i presunti raggiri sarebbero avvenuti tra il 2016 e il 2019. Stando alle indagini, l'uomo, residente a Bitonto e detto «Pippo», avrebbe circuito un 90enne affetto da deficit cognitivo e sua moglie 80enne, affetta da deficit della memoria recente e da depressione, spingendoli a «compiere numerosi bonifici bancari e prelievi di denaro da destinare in suo favore» per un importo di circa 400mila euro, oltre alla donazione di un immobile.
L'uomo, difeso dall'avvocato Luigi Ventola, avrebbe «approfittando dell'età e delle patologiche condizioni psico-fisiche delle due persone offese», davanti ai quali si sarebbe spacciato «per accreditato e specializzato operatore finanziario». Per farsi consegnare il denaro avrebbe paventato pendenze fiscali ed altre situazioni debitorie, avvalendosi della complicità di ulteriori persone che tempestavano i coniugi di telefonate presentandosi quali funzionari e referenti di istituti di credito.
Dopo il decesso dei coniugi, la battaglia giudiziaria è stata portata avanti da due eredi, costituiti parti civili nel processo con l'avvocato Silvia Traversa. Il giudice, che ha pure interdetto il 61enne dai pubblici uffici per 5 anni, ha condannato l'uomo a risarcirli con una provvisionale pari a 20mila euro per ciascuna parte civile.
La querela racconta vicende risalenti al 2010, anche se i presunti raggiri sarebbero avvenuti tra il 2016 e il 2019. Stando alle indagini, l'uomo, residente a Bitonto e detto «Pippo», avrebbe circuito un 90enne affetto da deficit cognitivo e sua moglie 80enne, affetta da deficit della memoria recente e da depressione, spingendoli a «compiere numerosi bonifici bancari e prelievi di denaro da destinare in suo favore» per un importo di circa 400mila euro, oltre alla donazione di un immobile.
L'uomo, difeso dall'avvocato Luigi Ventola, avrebbe «approfittando dell'età e delle patologiche condizioni psico-fisiche delle due persone offese», davanti ai quali si sarebbe spacciato «per accreditato e specializzato operatore finanziario». Per farsi consegnare il denaro avrebbe paventato pendenze fiscali ed altre situazioni debitorie, avvalendosi della complicità di ulteriori persone che tempestavano i coniugi di telefonate presentandosi quali funzionari e referenti di istituti di credito.
Dopo il decesso dei coniugi, la battaglia giudiziaria è stata portata avanti da due eredi, costituiti parti civili nel processo con l'avvocato Silvia Traversa. Il giudice, che ha pure interdetto il 61enne dai pubblici uffici per 5 anni, ha condannato l'uomo a risarcirli con una provvisionale pari a 20mila euro per ciascuna parte civile.