53enne trovato morto, oggi l'autopsia. La Procura indaga per omicidio
Il pubblico ministero Pisani ha aperto un fascicolo contro ignoti. La pistola e le ferite alla testa i tanti punti oscuri del giallo
venerdì 29 agosto 2025
9.13
Comincerà oggi l'autopsia sul corpo di Arcangelo Barbone, 53 anni, contadino di Bitonto e residente a Modugno, trovato senza vita nel pomeriggio di mercoledì in contrada Cagnano, sulla strada che porta alla provinciale 218. La Procura della Repubblica di Bari, intanto, ha aperto un fascicolo per omicidio a carico di ignoti.
L'esame, affidato alla dottoressa Maricla Marrone dell'Istituto di Medicina Legale del Policlinico di Bari, dovrà chiarire cause e dinamica di una morte che resta, al momento, avvolta dal mistero Nel corso dei sopralluoghi la Polizia Scientifica ha sequestrato la sua bici elettrica e rinvenuto nei pressi della villa pure una pistola di grosso calibro, con manico in legno e matricola abrasa. L'arma, in ogni modo, non sarebbe collegata ai fatti. L'indagine procede per omicidio a carico di ignoti.
Nessuna pista è esclusa: dall'incidente all'omicidio volontario. Gli investigatori sperano che l'autopsia consenta di risalire all'oggetto contundente che ha colpito l'uomo, determinando una profonda ferita nella zona fronto-parietale del capo, una seconda lesione più piccola sul lato sinistro e un'escoriazione sul volto. Ferite di questo genere provocano una notevole perdita di sangue, eppure la maglietta indossata da Barbone al momento del rinvenimento non aveva alcuna macchia.
Un dettaglio che induce a ipotizzare che l'uomo sia stato ferito altrove e poi trasportato davanti all'ingresso della villa-azienda di vendita all'ingrosso di frutta dove da tempo prestava servizio. È lì che il corpo è stato trovato. A scoprire l'uomo sarebbero stati i proprietari della azienda. Hanno detto di avere tentato di prestargli soccorso spostandolo sul ciglio opposto della strada, fasciandogli la testa con una maglietta e sollevandola con un cuscino, ripulendo alcune tracce di sangue.
All'arrivo degli operatori sanitari del 118, ogni tentativo di rianimazione è risultato vano: Barbone era ormai già deceduto. Le indagini sono condotte dagli agenti del Commissariato di P.S. di Bitonto e dalla Squadra Mobile di Bari, col coordinamento del pubblico ministero Baldo Pisani. In Commissariato sono stati sentiti i proprietari della ditta, alcuni operai e tutti i familiari della vittima. L'ultima a parlare con lui è stata la compagna, residente a Modugno, ieri mattina. Poi il silenzio.
Barbone era l'ultimo di otto fratelli. Viveva a Modugno con la attuale compagna e lascia due figli adulti, di 24 e 21 anni, nati dal precedente matrimonio. I parenti lo descrivono come una persona generosa. E anche sui social si moltiplicano i messaggi di cordoglio: «Che sia fatta giustizia per Arcangelo», scrivono in molti.
L'esame, affidato alla dottoressa Maricla Marrone dell'Istituto di Medicina Legale del Policlinico di Bari, dovrà chiarire cause e dinamica di una morte che resta, al momento, avvolta dal mistero Nel corso dei sopralluoghi la Polizia Scientifica ha sequestrato la sua bici elettrica e rinvenuto nei pressi della villa pure una pistola di grosso calibro, con manico in legno e matricola abrasa. L'arma, in ogni modo, non sarebbe collegata ai fatti. L'indagine procede per omicidio a carico di ignoti.
Nessuna pista è esclusa: dall'incidente all'omicidio volontario. Gli investigatori sperano che l'autopsia consenta di risalire all'oggetto contundente che ha colpito l'uomo, determinando una profonda ferita nella zona fronto-parietale del capo, una seconda lesione più piccola sul lato sinistro e un'escoriazione sul volto. Ferite di questo genere provocano una notevole perdita di sangue, eppure la maglietta indossata da Barbone al momento del rinvenimento non aveva alcuna macchia.
Un dettaglio che induce a ipotizzare che l'uomo sia stato ferito altrove e poi trasportato davanti all'ingresso della villa-azienda di vendita all'ingrosso di frutta dove da tempo prestava servizio. È lì che il corpo è stato trovato. A scoprire l'uomo sarebbero stati i proprietari della azienda. Hanno detto di avere tentato di prestargli soccorso spostandolo sul ciglio opposto della strada, fasciandogli la testa con una maglietta e sollevandola con un cuscino, ripulendo alcune tracce di sangue.
All'arrivo degli operatori sanitari del 118, ogni tentativo di rianimazione è risultato vano: Barbone era ormai già deceduto. Le indagini sono condotte dagli agenti del Commissariato di P.S. di Bitonto e dalla Squadra Mobile di Bari, col coordinamento del pubblico ministero Baldo Pisani. In Commissariato sono stati sentiti i proprietari della ditta, alcuni operai e tutti i familiari della vittima. L'ultima a parlare con lui è stata la compagna, residente a Modugno, ieri mattina. Poi il silenzio.
Barbone era l'ultimo di otto fratelli. Viveva a Modugno con la attuale compagna e lascia due figli adulti, di 24 e 21 anni, nati dal precedente matrimonio. I parenti lo descrivono come una persona generosa. E anche sui social si moltiplicano i messaggi di cordoglio: «Che sia fatta giustizia per Arcangelo», scrivono in molti.